La verità dietro la manipolazione

La verità dietro la manipolazione

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Contro ogni previsione, il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump. Ma davvero la sua vittoria era così inaspettata?

Il 9 novembre 2016 finirà sicuramente sui libri di storia come una data epocale perché, nel bene o nel male, segna una netta cesura rispetto al passato. In questo giorno, che per ironia della sorta segna anche l’anniversario dell’abbattimento del famigerato muro di Berlino, è diventato il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. Perché, ci si potrebbe chiedere, questa vittoria ha spiazzato tutti, visto che l’America è un Paese dichiaratamente democratico e quindi i due avversari avrebbero dovuto avere, almeno sulla carta, pari opportunità?

La prima risposta, quella più semplice, sta nella manipolazione mediatica, di cui non è stato vittima il solo Trump, e che non è in atto solo negli USA. La stampa ormai, in quasi tutto il mondo, Italia compresa, è asservita ai poteri forti, ed esibisce le notizie dando loro sempre una ben determinata chiave di lettura. L’establishment americano non amava Trump, avrebbe visto meglio alla Casa Bianca la sua avversaria Hillary Clinton. Così tutte le principali testate giornalistiche statunitensi per mesi, già da prima dell’inizio della campagna elettorale, avevano dato lei per vincente.

A supportare in modo efficace la stampa ci sono stati i sondaggi pre elettorali, che solo negli ultimi giorni avevano un po’ aggiustato la mira dicendo che Trump e la Clinton erano all’incirca alle stesse percentuali di voto. In precedenza però i sondaggi avevano sempre dato la Clinton come vincente, e con vantaggio molto netto. Alcune e-mail intercettate però parrebbero dimostrare che i numeri in questione siano stati abbondantemente truccati. E i risultati reali non danno alcun motivo per dubitarne.

Il secondo motivo per il quale si fatica tanto a credere alla vittoria di Trump sta nel fatto che ancora il potere costituito non è riuscito a capire fino in fondo il potere immenso che ha il malcontento popolare. Anche se la candidatura della Clinton è stata spalleggiata da banche, petrolieri, e tutte le eminenze grigie che manovrano dietro le quinte gli assetti politici mondiali, sta di fatto che a decidere è stata la middle class americana. E la middle class americana è semplicemente stanca di faticare per arrivare a fine mese e soprattutto di sentirsi raccontare tante bugie che tentano di edulcorare la realtà.

Quindi, insieme alla Clinton è stato sconfitto ciò che lei rappresenta, una classe dirigenziale che da anni spadroneggia senza mai dire la verità, e con lei è stata sconfitta anche la stampa di regime, quella asservita e manipolata. Invece, di contro, stata premiata la libera stampa, quella che si muove su circuiti alternatici e che viene usata per informarsi da un numero sempre maggiore di persone.

Ciò che farà Trump resta una grossa incognita, ma quello che appare certo, e che in molti si auspicano, è che il suo arrivo alla Casa Bianca provochi un risveglio dell’America e del mondo intero dall’asservimento intellettuale in cui erano sprofondati negli ultimi decenni.

 

 

Il team di BreakNotizie

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