La Turchia bombarda con l’artiglieria i villaggi di confine siriani

La Turchia bombarda con l’artiglieria i villaggi di confine siriani

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La situazione in Medio Oriente, al confine tra Turchia e Siria, è sempre di grande tensione, ed il Ministero della difesa di Mosca ha accusato Ankara di bombardare il territorio siriano, utilizzando anche dell’artiglieria pesante. Secondo i russi esistono delle prove che non possono essere contestate, come dei video nei quali si vedono alcuni degli attacchi. L’affermazione è del portavoce del ministero russo, Ígor Konashénkov.

Nelle immagini citate dal portavoce russo, e che lo Stato Maggiore siriano ha acquisito, si vede il dispiegamento delle forze di artiglieria turche sul confine con la Siria, ed anche da parte dell’opposizione siriana è stato condiviso un video relativo agli attacchi.

L’intervento di Ígor Konashénkov è stato citato anche dall’agenzia di stampa russa, TASS; le parole usate dal portavoce russo non lasciano il minimo dubbio sul fatto che la Turchia sta attaccando le popolazioni siriane che si trovano subito aldilà della frontiera utilizzando artiglieria pesante. Sempre secondo la TASS, il Ministero della Difesa di Mosca, sta attendendo delle risposte in merito a questi fatti, sia da parte della Nato che degli Stati Uniti.

Le accuse di Mosca nei confronti della Turchia, seguono a breve distanza di tempo quelle che Ankara aveva rivolto agli stessi russi riguardo ad una nuova violazione dello spazio aereo turco da parte di un velivolo appartenente all’aviazione russa. Una affermazione che era stata bollata come propaganda fine a sé stessa e basata su notizie infondate, da parte di Mosca.

La Turchia comunque non si è fermata ed ha dichiarato che la sua Forza Aerea è in stato di “massima allerta” che prevede la possibilità per i singoli piloti di agire immediatamente in caso di pericolo, anche senza aver ricevuto l’assenso da parte del proprio comando.

In Siria intanto sono arrivati i nuovi caccia SU-35S, che sono tra i più moderni a disposizione dell’aviazione russa, e subito dopo sono iniziate le loro missioni. Secondo gli analisti militari, la Russia, con l’impiego di questi aerei, a completamento del sistema missilistico già schierato in Siria e composto da missili SS3 e SS4, intende rispondere alle minacce pronunciate nei suoi confronti dalla Turchia, e nel suo discorso, il portavoce russo Ígor Konashénkov ha anche avvertito Nato e Stati Uniti riguardo alla “trappola” nella quale rischiano di cadere appoggiando i loro “soci” turchi.

In effetti il dispiegamento di forze da parte della Russia, che comprende anche delle unità navali che stanno attualmente incrociando davanti alle coste siriane, rende molto difficile per la Turchia sia effettuare incursioni aeree che terrestri sul territorio siriano.

Mentre si attende una risposta da parte della Turchia, gli analisti cercano di prevedere quali saranno le prossime mosse che metterà in atto Recep Erdogan, il presidente turco, che ha visto il fallimento del suo piano ideato per occupare una zona nel nord della Siria, con la scusa di creare una “zona di sicurezza” a protezione della frontiera tra i due paesi.

Il governo turco sostiene ormai da tempo i gruppi terroristici che stanno combattendo in Siria contro le truppe governative di Bashar al-Assad, ed in particolare quelli che operano nella zona che si trova a ridosso del confine. Secondo alcune fonti, proprio da queste zone veniva fatto entrare, con dei camion cisterna, il petrolio che l’ISIS aveva estratto, in maniera illegale, da pozzi situati in Siria e in Iraq. Sempre da questa frontiera transitavano in senso opposto, con le loro armi ed i loro equipaggiamenti, e con la complicità della Turchia, gli uomini che andavano a combattere contro le forze governative siriane.

L’intervento della Russia ed i bombardamenti effettuati dagli aerei di Mosca, hanno messo fine a questi passaggi, interrompendo il contrabbando di petrolio e dando nello stesso tempo la possibilità all’esercito regolare siriano di riconquistare le zone di confine.

 

Il team di BreakNotizie

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