La svolta di Grillo: confluire nel gruppo filo europeista dell’ALDE

La svolta di Grillo: confluire nel gruppo filo europeista dell’ALDE

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di Luciano Lago

Mentre in tutta Europa crescono i partiti e movimenti sovranisti e nazionalisti che rivendicano la riconquista della sovranità nazionale e contestano le politiche suicide dell’Unione Europea, Beppe Grillo, il guru del Movimento 5 Stelle, cosa fa?
Lui propone al suo gruppo di aggregarsi in sede di parlamemto Europeo a raggruppamento filo euro e filo europeista che si denomina ALDE (Alliance of Liberals and Democrats of Europe), lo stesso gruppo per intendersi a cui fanno capo personaggi come Monti, Zanetti e Prodi, sostenitore di tutte le più perniciose politiche di Bruxelles dalle politiche di austerità, alle prerogative delle grandi banche ed all’immigrazione incontrollata.

La svolta è venuta con un post pubblicato sul Blog dallo stesso Grillo in cui si preannuncia la fine dell’appartenenza al gruppo di Nicolas Farange e la possibile confluenza in questo gruppo di filo euro, anzi il più fanaticamente filo europeista.
Quella di Grillo è una scelta radicale ed improvvisa che viene sottoposta all’approvazione degli iscritti tramite la rete. Oggi stesso si vota sulla piattaforma, la discussione fra gli iscritti è in pieno corso e si nota un certo sbandamento e confusione fra molti, alcuni dei quali sono anche autorevoli esponenti del movimento, i quali però, alla riprova delle scelte fondamentali pilotate da Grillo, contano come il “due di coppe”.

Bisogna considerare che Grillo non è nuovo a queste svolte: già nel Giugno dell’anno scorso, poco prima del voto sulla Brexit, con una netta inversione di posizioni politiche, era diventato un sostenitore del Remain del Regno Unito nella UE.. “Il Movimento cinque stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla”, aveva scritto in un post lui che era stato prima un euroscettico, poi convertito e folgorato sulla via di Damasco. Si rendeva manifesta in Grillo, già da allora, una nuova e convinta professione di fede europeista, frutto forse anche del nuovo corso ‘governativo’ e ‘istituzionale’ culminato nella conquista di importanti comuni come Roma e Torino”.

“L’Italia è uno dei paesi fondatori dell’Ue”, diceva Grillo, ” ma ci sono molte cose di questa Europa che non funzionano”, “l’unico modo per cambiare questa ‘unione’ è il costante impegno istituzionale, per questo il M5S si sta battendo per trasformare l’Ue dall’interno”.
Un discorso da perfetto politico filo europeista che avrebbe potuto fare qualsiasi esponente renziano del PD.
Si nota che Grillo propende per questa scelta (quella di confluire nell’ALDE) e la giustifica affermando che, “rimanere nell’EFDD (quello di Farange), equivale ad affrontare i prossimi due anni e mezzo senza un obiettivo politico comune, insieme ad una delegazione che non avrà interesse a portare a casa obiettivi concreti”.

Già ma quello che Grillo non dice è quale sia questo obiettivo comune, se effettivamente lo stesso del gruppo dell’ALDE che ai punti 6 e 7 del suo programma testualmente recita: ” Rafforzare la governance economica dopo l’introduzione dell’euro; far sì che la globalizzazione funzioni per tutti”.
Una formazione politica quindi costituita da globalisti convinti, sostenitori ad oltranza dell’oligarchia eurocratica, della subordianzione ai grandi potentati finanziari (quelli che guidano le scelte dei burocrati europei), del vincolo dei trattati.

Peccato che in passato il movimento di Grillo era stato critico con le istituzioni comunitarie, in particolare era arrivato a criticare il ruolo dell’euro che era stato indicato come “strumento di sottomissione dei popoli sovrani”, aveva criticato i trattati europei ed il Fiscal Compact imposto in costituzione. Questo anche se in realtà il movimento su alcuni di questi temi manteneva una certa ambiguità nascondendosi dietro all’idea di indire un referendum sull’euro, per far scegliere agli italiani, pur sapendo che questo sarebbe improponibile e senza effetti reali.

Avviene però che la proposta di Grillo suscita una forte opposizione in un pezzo fore del Movimento, Carlo Sibilia, il quale ha obiettato la sua ferma opposizione alle scelte del capo, argomentando la sua contrarietà, oltre nella formula “meglio soli che male accompagnati”, ha illustrato in 5 punti i motivi per i quali Sibilia ritiene ALDE nemico dei 5 stelle:

“E’ il gruppo più europeista e federalista esistente al PE, e siamo incompatibili con la loro agenda pro-Europa”
Ha definito il M5S “profondamente anti europeo” e il suo programma “irrealistico e populista”.
“E’ favorevole alla clausola ISDS nel TTIP. E quindi al TTIP stesso”.
“Ha boicottato tutte le candidature del M5S alla presidenza e alla vicepresidenza di commissioni del parlamento europeo”. Queste le giuste osservazioni di Sibilia a cui non si può negare il dono della coerenza (quella che manca del tutto in Grillo).

Come ha fatto opportunamente rilevare anche il noto blogger Claudio Messora, la stessa ALDE a suo tempo, a seguito di contatti avuti con il portavoce del Movimento di Grillo, aveva rifiutato con apposita lettera scritta le proposte del gruppo 5 Stelle e l’aveva considerato per il suo programma come un movimento anti europeo, populistico ed irrealistico tanto da respingere, già allora, una qualsiasi proposta di aggregazione.

La sfida è aperta e si vedrà l’esito di questa ma qualcuno inizia a domandarsi quale sia veramente il gioco di Grillo e perchè questo improvviso rovesciamento di posizione e come possa all’improvviso sostenere le ragioni di una Unione Europea e di un sistema euro che da molto tempo ha dimostrato di essere vincolata ad interessi del tutto estranei a quelli dei popoli europei.

Noi ce lo eravamo già chiesto da tempo: per chi lavorano veramente Grillo e Casaleggio junior ?

 

 

 

Fonte: controinformazione

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