La scienza non è esatta

La scienza non è esatta

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Una delle dicotomie più antiche che siano sorte in seno al pensiero umano è sempre stata quella che separa fede e scienza.


Da una parte, ci sono tutti coloro che credono nell’invisibile, nelle infinite potenzialità dell’Universo, che credono che la conoscenza delle cose che ci circondano non sia mai completa, e che misteri di ogni sorta continuino a celarsi dappertutto. Dall’altra ci sono invece coloro che hanno un unico credo, ed è la scienza. La scienza viene considerata una disciplina esatta, inequivocabile, che può spiegare tutto e per la quale non esistono dubbi, incertezze o misteri. Queste due posizioni, da sempre, sono inconciliabili: impossibile far dubitare un uomo fermamente convinto del primato della scienza.

Eppure, il dubbio è la radice stessa della conoscenza umana: solo chi si pone interrogativi può progredire verso la consapevolezza di se stesso e del mondo. Chi non ha dubbi, diventa sterile e vuoto, e non permette alcun tipo di dialogo. Cosa poter obiettare a chi afferma che tutto è già noto, che i segreti dell’Universo possono essere spiegati solo in base a formula matematiche, e che tutto può essere irregimentato in rigide regole prefissate e assolute?

Un noto astrofisico statunitense, Neil Degrasse Tyson, ipotizzò alcune osservazioni che potrebbero essere avanzate per indurre un legittimo dubbio anche nel più arido razionalista. Chi ha cieca fiducia nella scienza, forse non si è mai reso conto che alcuni assunti, scientificamente comprovati, non fanno altro che dimostrare la relatività del creato.

Se è vero (e questo è provato dalla scienza) che l’uomo può percepire solo l’1% dello spettro elettromagnetico e delle onde sonore, come può affermare di sapere tutto? Semplicemente, ci sono molte cose che un essere umano non vede e non sente, e questa è scienza.

img_1655398494022083.jpegOgnuno di noi viaggia nella galassia a 220 chilometri al secondo, pur non avendone alcuna percezione. La maggior parte delle cellule che compongono il nostro organismo possiedono un DNA proprio, quindi si potrebbe dire a buon diritto che non ci appartengono; tanto più che oltre il 99% degli atomi che ci costituiscono sono fatti di spazio vuoto. Un essere umano ha meno cromosomi di una patata. Tutte queste affermazioni sono avvalorate dalla scienza, dunque inconfutabili: come può allora un essere, fatto di vuoto e di atomi che non gli appartengono, dichiararsi detentore della verità assoluta e padrone dell’universo?

L’ultima, sorprendente e poetica affermazione che fa Tyson riguarda l’arcobaleno. Questo straordinario fenomeno atmosferico può essere percepito solo dall’occhio umano, per via della sua conformazione. La maggior parte degli animali non può vedere i colori dell’arcobaleno. Di fatto, dunque, l’arcobaleno non esiste, se non nell’occhio di chi guarda.

In conclusione, ciò che l’astrofisico vuole dimostrare è che la scienza non fornisce tutte le risposte, e che è sciocco crederlo. Solo lasciando la mente aperta ad ogni tipo di possibilità ci si potrà avvicinare sempre di più al vero senso dell’esistenza umana.

Il team di BreakNotizie

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