La più probabile causa della dipendenza è stata scoperta…e non è ciò che credete!

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Le droghe sono proibite nel mondo Occidentale perché rappresentano un pericolo per la salute e, soprattutto creano dipendenza. Almeno così si è sempre creduto.

Fino a che non ci si imbatte nel libro del giornalista inglese Johann Hari, “Chasing The Scream: The First And Last Days of the War on Drugs“. Si tratta di un interessantissimo viaggio che porta alla scoperta del reale motivo che si trova dietro alla guerra alla droga, e che non è legato né alla salute né alla dipendenza.
Hari nel suo testo si avvale di una serie di interviste a scienziati e a personaggi noti e meno noti che hanno vissuto in prima persona storie collegate alla droga.

L’idea di base del libro parte da un’esperienza personale del giornalista che ha avuto un parente dipendente dalle sostanze stupefacenti. E questo ha portato ad una serie di domande che si chiedevano non tanto se la droga portasse dipendenza, ma sul come mai certe persone diventavano così bisognose di usare sostanze stupefacenti e soprattutto sul come potesse essere possibile aiutare queste persone a smettere.

Prima di iniziare a comprendere il reale significato della dipendenza, si tende a credere che la dipendenza sia causata dalla droga stessa. Questa credenza è stata a lungo supportata da esperimenti scientifici risalenti agli anni Sessanta in cui a cavie di laboratorio venivano somministrate due differenti ciotole, una con acqua semplice e l’altra con acqua e una sostanza stupefacente (eroina o cocaina). Le cavie di laboratorio che utilizzavano una volta la ciotola contenente gli stupefacenti diventavano quasi ossessionati da questa scelta e continuavano a cercare l’acqua con gli stupefacenti fino alla morte. Alla base di questo esperimento, però c’era un ‘problema’, ossia le cavie venivano tenute sole ed isolate da altri simili e nelle loro gabbie vi erano solo ed esclusivamente le due ciotole. Successivamente, si tentarono esperimenti in cui le cavie, oltre alle ciotole con i due differenti tipi di acqua, avevano a disposizione anche ‘compagni di cella’, palline colorate, cibo differente, e molte altre possibilità di distrazione. In questi casi si evidenziò che i topi tendevano a preferire l’acqua pura all’acqua drogata evidenziando che i risultati degli esperimenti precedenti erano probabilmente causati dal fatto che i topi vivessero in un ambiente solitario e triste, senza svago alcuno.

Per quanto riguarda gli uomini, negli stessi anni ’70 si verificò una situazione molto simile a quella degli esperimenti tra i soldati americani inviati in Vietnam. Durante la guerra del Vietnam, infatti, è stato stimato che il 90% dei soldati americani era diventato dipendente dall’eroina. Tuttavia, una volta rientrati in patria e ripresa la loro vita, la maggior parte smise di fare uso di droga e solo il 20% circa ebbe bisogno di cure e di riabilitazione. Evidentemente, come le cavie degli esperimenti, erano passati da una situazione angosciante ad una situazione serena, per cui smisero di avere bisogno di droghe.

Gli esempi portati nel libro di Hari sono molti e tutti scientificamente provati e non coinvolgono solo la droga, ma anche l’alcol, il gioco d’azzardo e molto altro. Ma allora… che cosa causa la dipendenza? La causano la mancanza di legami, di contatti umani, di fiducia e di amore: sono le persone sole che cercano conforto nelle droghe e ne diventano dipendenti solo perché vedono in esse l’unica via di scampo all’insoddisfazione personale e alla solitudine.

Il team di BreakNotizie