La pericolosità di alcuni additivi alimentari

La pericolosità di alcuni additivi alimentari

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Gli additivi sono ampiamente impiegati dall’industria alimentare in numerosi tipi di prodotti.

Le tante sostanze utilizzate hanno varie funzioni e possiamo quindi avere coloranti, conservanti, antiossidanti, acidificanti, edulcoranti, addensanti, emulsionanti e molti altri ancora. Li troviamo praticamente dappertutto come nei salumi, nei formaggi, nel pane ed in altri prodotti da forno, nelle bevande e in tutti i prodotti in scatola. Alcuni degli additivi alimentari hanno effetti molto dannosi sulla nostra salute, altri possono causare vari tipi di disturbi ed altri ancora sono sospetti.

Poiché gli additivi sono sostanze chimiche estranee al nostro corpo, la legge, mediante sperimentazione su animali, stabilisce quali sono quelli autorizzati ed in quali quantità devono essere aggiunti agli alimenti. Nonostante ciò, determinate sostanze si rivelano poi pericolose per l’uomo. Gli additivi dannosi o potenziali sono tanti, da E110 a E122, da E102 a E211. Recenti ricerche rivelano che gli studi sulla pericolosità di queste sostanze, effettuati 20 o 30 anni fa, non sono più attendibili.

Tra i conservanti più usati abbiamo nitrati e nitriti, sorbati, benzoati e solfiti. A volte sono fondamentali per garantire la qualità del prodotto nel tempo: tuttavia i nitriti ed i nitrati, impiegati soprattutto per i salumi, sono ritenuti cancerogeni. I coloranti sono usati per rendere l’alimento esteticamente più attraente e presentabile. Alcuni sono di origine naturale, altri sono sintetici. Quelli ritenuti dannosi o sospetti sono, soprattutto, l’E128 (Rosso 2G), cancerogeno; l’E100 giallo (curcumina), probabilmente nociva per il fegato; l’E127 rosso (eritrosina) che può dare problemi alla tiroide; l’E102 giallo (tartrazina) che causa nervosismo ed insonnia nel bambino. Un conservante superficiale per la frutta, il difenile, utilizzato in particolare per le arance, è irritante e tossico.

Molti additivi antiossidanti non sono pericolosi, come gli acidi ascorbico e citrico. Il loro compito è impedire all’ossigeno dell’aria di alterare l’alimento. Tra gli antiossidanti impiegati nelle gomme da masticare e nelle patatine ci sono il BHT (butilidrossianisolo) ed il BHT (butilidrossitoluolo) che possono danneggiare i reni. L’anidride solforosa, usata per il vino, le bibite e la frutta a guscio, causa gravi mal di testa se assunta ad alte dosi. Additivi addensanti, gelificanti e stabilizzanti servono a rendere più morbidi gli alimenti. Tra di essi abbiamo la gomma arabica, la pectina, la carragenina, i polifosfati, gli alginati e l’agar-agar. Tra questi la carragenina è sospettata di essere tossica. È utilizzata nel formaggio fresco, il gelato e la maionese. I polifosfati sono impiegati per mantenere umidi cibi come formaggio fuso, prosciutto cotto e budini. Sono però dannosi perché riducono l’assorbimento del calcio. Il glutammato monosodico, usato per esaltare il sapore di alimenti come dadi per brodo e carni in scatola, può dare cefalea, far sentire caldo ed alterare la circolazione.

Non è possibile evitare di consumare tutti i cibi che contengono additivi alimentari ma bisogna almeno cercare di limitare i danni. Per evitare problemi di salute è consigliabile leggere bene le etichette, scegliere cibi senza additivi o quelli che ne hanno meno. Occorre anche evitare alimenti con un colore troppo vivace ed in generale tutti i prodotti inscatolati.

Il team di BreakNotizie

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