La Norvegia dice addio al petrolio

La Norvegia dice addio al petrolio

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Fonte immagine: http://www.caboto.info/category/lavoro/scandinavia/

La Norvegia ha deciso di dire basta al petrolio: una decisione sorprendente, se si pensa che è una delle nazioni maggiormente dipendenti dalle trivellazioni

Ha destato un certo scalpore l’annuncio del premier norvegese Erna Solberg sulla decisione di rinunciare al petrolio da parte del suo Paese: la Norvegia è infatti una delle nazioni maggiormente dipendenti dal cosiddetto “oro nero”, basti pensare che le trivellazioni alimentano il fondo sovrano pubblico che è uno dei maggiori al mondo. L’idea è quella di puntare sull’ambiente e di portare a termine la transizione nel giro di poco tempo, non oltre il 2025-2030.

In sostanza, la Norvegia sembra quasi voler rinnegare se stessa con la svolta annunciata dal premier, che punta a cambiare radicalmente le fonti della sua ricchezza, abbandonando ciò che finora ha reso il Paese una terra prospera, ovvero il petrolio. “Non possiamo pensare di vivere di rendita grazie al petriolio” sono state le parole di Erna Solberg, il cui consenso è molto alto nel proprio Paese grazie alla schiettezza che sta contraddistinguendo il suo percorso da premier.

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Già pronto un programma sulle strategie di sviluppo per i prossimi anni, che prevede al posto dello sfruttamento del petrolio una re-industrializzazione votata ad una maggior produzione, più attenzione nei confronti dell’economia reale, dell’ambiente e investimenti per internet e startup, per svecchiare l’economia dello Stato. Abbandonare il petrolio come fonte di profitto principale, secondo l’attuale governo, non potrà che portare benefici a lungo termine al Paese.

L’ambizioso obiettivo è quello di avere nell’arco di 15 anni un’economia a “neutralità di emissioni”, ciò significa che le emissioni dovranno essere compensate da scelte strategiche che guardano con grande attenzione all’ambiente. Il tutto con una sana dose di realismo e senza promesse di stampo elettorale: il governo infatti ha già fatto sapere che sono state riviste al ribasso le prospettive di crescita del prodotto interno lordo, con una diminuzione dall’1,7% all’1,6%. Nessuna paura nemmeno di dover stringere la borsa in caso di necessità: qualche sacrificio va messo in conto per poter spalancare le porte di un futuro green e senza petrolio.

 

Il team di BreakNotizie

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