La morte non esiste: l’affascinante teoria del Biocentrismo

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Secondo la teoria scientifica sviluppata da Robert Lanza, la coscienza umana continuerebbe a vivere, al di là del tempo e dello spazio e quindi la Morte non esiste. Com’è possibile? Occorre rimettere in discussione molte delle nostre certezze.

Una delle più grandi paure dell’uomo è la morte: da sempre abbiamo cercato di esorcizzarla in diversi modi, di cercare di figurarci la fine dei nostri giorni, di scoprire come sconfiggerla, addirittura. Secondo alcuni scienziati, però, noi siamo tenuti a credere nella morte perché è quello che ci è sempre stato insegnato. Siamo condizionati da quel pensiero che cerchiamo di evitare per gran parte della nostra vita ma di cui siamo tutti consci: alla fine, in un modo o nell’altro, moriremo tutti. Secondo una nuova teoria scientifica, però, la morte corporale non sarebbe l’evento definitivo che tutti noi pensiamo, ma solo il passaggio ad un diverso livello di esistenza. Scopriamo l’affascinante teoria del Biocentrismo sviluppata dal dottor Robert Lanza, direttore scientifico presso l’Advanced Cell Technology di Santa Monica, in California.

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In cosa consiste la teoria del Biocentrismo

Il professore, in un articolo redatto per l’Huffington Post, ha descritto un’interessante teoria che potrebbe offrirci una visione del tutto nuova, dal punto di vista scientifico, della morte e del destino della nostra coscienza dopo il decesso. Gli esseri umani sono portati ad identificare la propria persona con il corpo, e dal momento che sanno bene come gli organismi biologici siano destinati alla morte, si sono convinti che la morte del corpo corrisponda anche alla fine della coscienza. Secondo il Biocentrismo, invece, la coscienza seguiterebbe ad esistere. La fisica quantistica è alla base di questa rinnovata attenzione che il mondo scientifico sta dedicando alla coscienza umana, al punto da definirla come una delle strutture base dell’universo.

Il grande mistero della Coscienza umana

Sinora la scienza moderna non è ancora riuscita a spiegare in che modo, da un insieme di cellule neuronali, possa generarsi la coscienza umana. Il sapore di un cibo delizioso, l’innamoramento, la bellezza di un paesaggio, sono tutti fenomeni che ancora sfuggono alle fredde misurazioni del metodo empiricoNeurologia e biologia possono certamente spiegare i meccanismi che consentono il funzionamento dell’organo cerebrale in base agli stimoli che riceve dai sensi, ma ancora non si riesce a spiegare la soggettività delle esperienze sensoriali. E in che modo la coscienza può emergere dalla materia? Nessuna disciplina scientifica è in grado di spiegarlo, ancora. Ed è su questo aspetto che la teoria del professor Lanza cerca di fare luce.

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Il mondo sensibile è frutto della nostra Mente

Secondo la fisica quantistica, certi eventi o fenomeni non si possono prevedere in maniera assoluta, ma si possono calcolare le probabilità che essi si verifichino. Seguendo l’interpretazione della Teoria del Multiverso, a ciascuno di questi fenomeni potrebbe corrispondere un diverso universo. Esisterebbe, quindi, un numero infinito di universi e tutto ciò che può accadere, succede in qualcuno di questi universi, che esistono simultaneamente, a prescindere da quello che accade in ognuno di essi. Dunque le leggi che regolano questi universi infiniti possono essere infinite. Da ciò ne potremmo dedurre che il mondo che noi vediamo e percepiamo sia creato in larga parte dalla nostra mente. E che il tempo e lo spazio siano dimensioni determinate dal nostro cervello.

Tempo e Spazio non esistono, la Morte non esiste

In base al biocentrismo, tempo e spazio non sono delle dimensioni rigide ed immutabili, come sempre ci hanno insegnato. Tutte le nostre esperienze sensoriali sarebbero un insieme di informazioni racchiuse nella nostra mente, pertanto tempo e spazio non sono che “regole” inventate dal nostro cervello e di cui la nostra coscienza si serve per “mettere in ordine” l’esperienza chiamata realtà. Come già affermava il filosofo Ralph Waldo Emerson nel 1944 nel suo saggio breve “Experience”: “Non vediamo la realtà direttamente, ma mediatamente. Non abbiamo alcuna possibilità di modificare o correggere le lenti colorate attraverso le quali vediamo il mondo, né di calcolare l’entità dei loro errori. Forse queste lenti hanno un potere creativo, forse non esiste nessun oggetto”. Tutto ciò va oltre le nostre idee tradizionali di tempo e spazio.

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La Coscienza esiste al di là della morte fisica

Allora cosa sarebbe la coscienza? Secondo il professor Lanza, nonostante i corpi biologici siano destinati alla morte e alla decomposizione, la coscienza viva della persona esiste sotto forma di energia (20 watt) che opera all’interno del cervello. In base al primo principio della Termodinamica, o principio della conservazione dell’energia, Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, pertanto questa energia della coscienza non scompare con la morte del corpo ma muta di forma, si conserva. Se, veramente, spazio e tempo sono dei “filtri” impostati dal cervello alla nostra coscienza, si può dedurre che in un luogo senza spazio e senza tempo la morte non può esistere. L’immortalità quindi non va pensata come una vita perpetua nello spazio tempo ma l’esistenza in realtà al di là di spazio e tempo. Il biocentrismo afferma che la Vita precede l’esistenza dell’Universo. Un concetto molto semplice ma rivoluzionario: è la vita a determinare l’universo e non il contrario, come abbiamo sempre creduto.

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I limiti del modello scientifico del cosmo

Per secoli, la visione rigida del cosmo ha dominato il pensiero scientifico: grazie ad esso è stato possibile capire molte cose sulla natura dell’universo, così come l’invenzione di nuove tecnologie. Questo modello, tuttavia, ha iniziato a manifestare dei limiti: non è ancora capace di spiegare in maniera esaustiva la complessità della realtà. La fisica quantistica ha messo in crisi questa concezione del modello “universo/orologio” e molti misteri rimangono ancora insoluti. In primis la vita, che rimane ancora un processo scientificamente sconosciuto, e poi la coscienza, che andrebbe al di là della vita biologica stessa. Il XXI secolo potrebbe essere l’epoca della convergenza fra differenti discipline in apparente conflitto fra loro come teologia e biologia, filosofia e fisica, verso una vera e propria unificazione dei saperi.

Il Team di BreakNotizie

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