La ludopatia è ormai una piaga sociale nel nostro Paese

La ludopatia è ormai una piaga sociale nel nostro Paese

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La ludopatia è una piaga sociale sempre più estesa in Italia, con oltre trenta milioni di giocatori pronti ad affidare le proprie fortune all’azzardo.


Un popolo di giocatori d’azzardo: a giudicare da quanto è stato affermato in Parlamento, il nostro Paese ha un problema non da poco con la ludopatia.
Nel 2016 nel corso di una interrogazione parlamentare presentata da Elena Carnevali, deputata del Partito Democratico, è venuto fuori un dato che fa letteralmente paura: 30 milioni di giocatori d’azzardo. A tanto ammonterebbe il numero complessivo di persone che in Italia si affidano al gioco o alle scommesse, sperando di svoltare dal punto di vista economico. Un sogno che nella stragrande maggioranza dei casi si trasforma in incubo.

Per ludopatia si intende quella dipendenza da gioco che si trasforma ben presto in una vera e propria forma di schiavitù. Si partirebbe per passare il tempo, ma si finirebbe per diventare dipendenti dal gioco, alla stessa stregua di chi invece dipende dalla sigaretta, dall’alcool o dalla droga. In particolare la droga delle persone afflitte da questa vera e propria turba comportamentale è rappresentato da tutto ciò su cui si può scommettere, diventando così l’unica ragione di vita del giocatore compulsivo. Una patologia a seguito della quale l’interessato perde rapidamente ogni resistenza e capacità di porre dei limiti al proprio comportamento. L’esito finale di questa deviazione dai binari logici è l’accumularsi di gravi problemi in diverse aree della sua vita che rischiano infine di travolgerlo del tutto. Va anche ricordato come la ludopatia sia stata inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) già a partire dal 2012, grazie al decreto Balduzzi.

La ludopatia in Italia riguarda oltre il 2% della popolazione, in base agli ultimi calcoli disponibili. Sembrano però calcoli per difetto, se si pensa che già il rapporto Eurispes del 2009 indicava in una forbice compresa tra l’1,3 e il 3,8 la percentuale dei soli giocatori problematici. Coloro che ne vengono colpiti sono soliti manifestare una necessità fisiologica di giocare d’azzardo, puntando cifre sempre più notevoli proprio per poter alzare in continuazione l’asticella e trarne crescente eccitazione. Le persone colpite che tentino di ridurre l’attività sono colpite da irritazione e forte senso di instabilità, uniti alla caduta di ogni remora di carattere etico di fronte alla necessità di procurarsi le risorse finanziarie in grado di sostentarla.

Per aiutare il giocatore compulsivo esistono attualmente dei trattamenti messi in campo da una lunga serie di organismi. Basti pensare in tal senso che le istituzioni hanno varato servizi territoriali sempre più organizzati e numerosi, resi necessari anche dal fatto che a cadere vittime della ludopatia siano sempre più spesso i giovani.
I trattamenti utilizzati in questo quadro vanno dalla psicoterapia al varo di strutture residenziali, sino all’utilizzo di farmaci. Va inoltre sottolineato che sull’esempio di quanto già accade per altre dipendenze si sono formati gruppi di sostegno, tra i quali vanno ricordati gli Scommettitori Anonimi. Va anche sottolineato come le strutture territoriali siano in grado di offrire un mix tra interventi sociali e tutela economica, teso a ripianare la situazione debitoria degli interessati. Il paniere di servizi che ne risulta si è comunque dimostrato un’efficace rete di protezione, pur non escludendo in partenza il rischio di ricadute.

Il Team di Breaknotizie

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