La Gran Bretagna copre l’Arabia Saudita coinvolta nel finanziamento del terrorismo

La Gran Bretagna copre l’Arabia Saudita coinvolta nel finanziamento del terrorismo

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Theresa May ha respinto la richiesta dei sopravvissuti dell’attentato dell’11 settembre per pubblicare dei documenti sullo stretto legame fra terroristi e Arabia Saudita. Paura o interessi politici ed economici in ballo?

La premier della Gran Bretagna Theresa May avrebbe respinto un appello fatto dai sopravvissuti degli attacchi dell’11 settembre 2001 affinché venisse reso pubblico un report in cui si parla dei finanziamenti dell’estremismo islamista in Gran Bretagna da parte dell’Arabia Saudita. All’inizio dell’estate il governo britannico aveva annunciato la sua decisione circa il non rendere pubbliche le informazioni, adducendo come motivazione principale la sicurezza nazionale, oltre all’ingente quantità di informazioni personali incluse. Fra le persone che hanno fatto richiesta di rendere pubblica la relazione vi è anche un gruppo di sopravvissuti statunitensi all’11 settembre e parenti di alcune delle 3 mila vittime rimaste uccise.

Il Regno Unito ha ora un’occasione storica unica per fermare quei terroristi ispirati dal Wahhabismo, pubblicando la relazione del Governo sul finanziamento del terrorismo nel Regno Unito, che secondo i rapporti mediatici colloca l’Arabia Saudita in un ruolo centrale di colpevolezza“, recita una lettera firmata da 15 persone. Il Governo britannico però ha respinto questa richiesta con una lettera che è stata definita “vergognosa” dal gruppo. Sharon Premoli, sopravvissuto all’attacco e che al momento della tragedia si trovava all’ottavo piano della Torre Nord del World Trade Center, ha dichiarato che Gran Bretagna e Stati Uniti proseguono imperterriti a proteggere l’Arabia Saudita consentendogli di operare impunemente, addirittura fornendogli delle armi letali per commettere violazioni dei diritti umani e genocidi.

A detta del padre di una delle vittime, Brett Eagleson, il governo britannico avrebbe tenuto nascoste alcune informazioni cruciali: “Quando il governo britannico ha avuto l’opportunità di far luce sul finanziamento del terrorismo e ha avuto l’opportunità di fare progressi reali sulla lotta globale contro il terrorismo, ha scelto di non perdere i contatti con l’Arabia Saudita andando contro la sicurezza dei propri cittadini”.

Secondo questo gruppo la relazione britannica avrebbe il potere di porre fine al terrorismo risalendo a quelli che costituiscono il centro del suo finanziamento, eppure il Governo stesso si rifiuta di farlo. Nonostante il fatto che 15 dei 19 dirottatori che hanno attaccato Washington e New York fossero sauditi, le autorità di Riyad si sono sempre dichiarate estranee all’attacco, respingendo persino le azioni legali per i risarcimenti. All’inizio del 2017 è stata presentata una denuncia a New York da parte delle famiglie delle vittime dell’attentato in cui si sostiene che Al-Qaeda sia appoggiata dal regno saudita in quattro modi: finanziando il gruppo terroristico di Osama Bin Laden in maniera diretta, sostenendo i dirottatori fornendogli dei passaporti falsi e favorendo i dirottatori nei 18 mesi precedenti agli attacchi.

Diversi storici hanno messo in evidenza che Stati Uniti e Gran Bretagna hanno alle spalle una lunga storia di promozione ed impiego degli estremisti islamici in base alle proprie necessità. Lo storico Mark Curtis, in particolare, ha dichiarato che l’elite britannica sia consapevole del ruolo che l’Arabia Saudita riveste per favorire il terrorismo. Ciò significa che il Regno Unito, respingendo l’appello di sopravvissuti e parenti delle vittime dell’11 settembre, sta evitando volutamente la pubblicazione di informazioni che potrebbero rivelarsi imbarazzanti e scomode.

Il Team di Breaknotizie

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