La gang degli hacker ha truffato anche Swift

La gang degli hacker ha truffato anche Swift

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Istituti finanziari ancora una volta sotto tiro. Dopo aver sottratto 81 milioni di dollari alla Banca Centrale del Bangladesh, stavolta i pirati informatici hanno colpito il sistema di trasferimenti internazionali.

Di recente, i criminali informatici hanno sottratto alla Banca Centrale del Bangladesh 81 milioni di dollari. Dopo il mega furto i controlli sono stati ulteriormente intensificati, ma non è bastato. Anche Swift, sistema deputato ai trasferimenti internazionali di denaro, è caduto nella rete degli hacker. La notizia non è circolata immediatamente, ma a diffonderla c’ha pensato l’agenzia Reuters, che ha pubblicato in anteprima la lettera che Swift ha inoltrato a tutte le banche che utilizzano il sistema: si tratta, all’incirca, di 11.000 istituti finanziari in tutto il mondo, un quinto dei quali sono stati derubati dagli hacker.

Intrufolarsi nelle banche dati degli istituti non è, ovviamente, una cosa semplice. Ma i criminali informatici, come espressamente sottolineato nella lettera scritta dai vertici di Swift, hanno affinato la tecnica al punto che c’è voluto del tempo per capacitarsi dell’assenza di una così ingente somma di denaro. Nel caso della truffa ai danni della Banca Centrale del Bangladesh, gli hacker erano riusciti nell’impresa di rubare i codici di accesso al sistema: avevano così trasferito le somme prelevate alla New York Federal Reserve, servendosi della rete di Swift per autenticarsi al sistema sotto mentite spoglie. Per un errore di scrittura sono riusciti a portar via “solo” 81 milioni invece degli 850 che avevano intenzione di rubare, ma si tratta ugualmente di una somma molto importante. Una volta compreso come funziona Swift, accedere direttamente al cuore del sistema è stato un gioco da ragazzi. Servendosi dei software altamente innovativi con cui sono soliti agire, hanno avuto subito accesso alle piattaforme private dei clienti, inviando pagamenti fraudolenti e lasciando a secco diversi conti correnti.

Le indagini per smascherare i responsabili della mega truffa, nel frattempo, proseguono. Gli investigatori stanno seguendo diverse piste, ma ce n’è una particolarmente accreditata: il commissario di polizia di Dhaka, Mohammed Shad Alam, è convinto che nel crimine siano coinvolti alcuni impiegati della Banca Centrale. Potrebbero aver agito direttamente o aver trasmesso le informazioni necessarie agli hacker. Quel che è certo, in ogni caso, è che qualcuno ha reso la vita più facile ai criminali informatici e che, per questo, dovrà pagare un prezzo molto alto. Il commissario promette, infatti, che, ad indagini ultimate, gli arresti saranno tantissimi. Certo, sgominare questa gang di pirati informatici non sarà facile. Sono così esperti e diabolici che agiscono in tutta tranquillità da ormai tre anni, senza che nessuno sia mai riuscito nell’impresa di ostacolarli. Il team di cyber security di Kaspersky Lab, un’azienda russa che fornisce antivirus e firewall alle banche e ai colossi mondiali, è sulle loro tracce, ma non si hanno ancora prove sufficienti per inchiodare qualcuno. Dal 2013 ad oggi hanno truffato centinaia di istituti di credito, tra Stati Uniti, Russia, Germania, Canada, Ucraina e Cina, per un bottino complessivo che supera il miliardo di dollari.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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