La “fuga dei cervelli” italiani a Barcellona: contratti di lavoro migliori e conoscenza della lingua inglese

La “fuga dei cervelli” italiani a Barcellona: contratti di lavoro migliori e conoscenza della lingua inglese

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Francesca Nuvola e Maria Perillo sono due ragazze italiane che, a Barcellona, sono riuscite a trovare una condizione lavorativa migliore di quanto il nostro Paese poteva offrire. Stando alla loro esperienza quello che in Italia sembra mancare è uno sviluppo serio di settori come l’e-commerce, ma anche una conoscenza approfondita della lingua inglese. Entrambe giovani e motivate, sono partite otto anni fa per la Spagna, lasciando le loro famiglie e, in questa nazione, hanno terminato il loro percorso di studi per poi entrare nel mondo del lavoro.

All’inizio“, spiega Maria, “qui abbiamo trovato delle offerte lavorative molto più convenienti di quelle che ci proponevano in Italia“: una conferma questa che, nel nostro Paese, ai giovani specializzati vengono sottoposti contratti che non sono soddisfacenti da un punto di vista professionale e per il tipo di studi che hanno compiuto. Francesca e Maria sono, invece, riuscite a trovare un impiego presso uno start-up come ABA English, che è un progetto online basato su una serie di corsi per l’apprendimento della lingua inglese, dove hanno ricevuto, sin da subito, un contratto a tempo indeterminato.

Ma perché in Spagna dovrebbero esserci più occasioni per entrare in un mercato competitivo come quello del lavoro? Innanzitutto perché in questa nazione c’è un grande sviluppo di settori come l’e-commerce. Inoltre, l’apprendimento della lingua inglese crea degli sbocchi professionali notevoli, cosa che non avviene in Italia: nel nostro Paese, infatti, più della metà degli italiani ha una conoscenza a livello scolastico di questa lingua, mentre solo il 6% in un curriculum ammette di parlarla correttamente.

Conoscere o meno la lingua inglese da noi sembra un problema di poco conto, ma che in Spagna, invece, viene visto come un elemento essenziale per trovare lavoro. Nel settore in cui lavorano Maria e Francesca, per esempio, non si parla spagnolo, ma in azienda, manager e dipendenti, comunicano tra di loro in inglese. Ed è proprio Francesca a insistere sul fatto che “gli alunni italiani devono capire l’importanza di parlare in inglese e le opportunità lavorative che si possono avere per questo motivo“.

In Italia non è solo il sistema scolastico carente sotto questo punto di vista, con percorsi di studi in cui gli alunni non ricevono un’adeguata preparazione, ma è un discorso che si può allargare anche a un settore come quello del doppiaggio: in altre nazioni, tra cui la Spagna e il Portogallo, dove le pellicole non sono sottoposte a traduzioni e adattamenti, il livello di conoscenza della lingua inglese è molto più alto rispetto al nostro. Forse, in Italia, dovremmo cominciare a seguire le serie televisive e i film nelle versioni originali proprio per apprendere meglio la lingua inglese.

Negli ultimi anni le offerte di lavoro in città come Barcellona sono aumentate notevolmente perché si è deciso di investire in settori come l’e-commerce. Ma l’Italia che cosa sta facendo di concreto? Per Maria, la Spagna non ha concorrenti diretti, nel senso che nel nostro Paese un’offerta simile non esiste. Ed è un peccato perché, investire in questo tipo di mercato, potrebbe contribuire alla creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro: infatti, quello del commercio elettronico su Internet è un settore florido e che in Europa ha ottenuto un enorme successo.

Infine, Francesca e Maria consigliano a chiunque abbia una laurea di tentare l’esperienza lavorativa all’Estero, quindi non solo in Spagna. Certo, la lontananza dai propri cari può essere un problema difficile da affrontare, ma la consapevolezza di lavorare a un progetto solido come il loro, far parte di un gruppo competente e restare in un’azienda che propone contratti chiari, dove la professionalità viene ripagata, è un ottimo motivo per fare i bagagli. Ma non per sempre perché, come giustamente sottolinea Francesca, “quello all’Estero va visto come un percorso iniziale e formativo, ma dopo nessuno potrà impedirvi di ritornare in Italia“.

Il team di BreakNotizie

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