La Francia è un paese terrorista?

La Francia è un paese terrorista?

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Ma davvero possiamo considerare la Francia un paese terrorista? Davvero i servizi segreti d’oltralpe sapevano degli attentati molto prima che avvenissero? Davvero sono stati loro stessi che hanno armato i membri dell’Isis e permesso che la tragedia prendesse forma?

Il giornalista Giulietto Chiesa, ai microfoni della trasmissione radiofonica La Zanzara, ha dichiarato proprio che la Francia è il vero mandante degli attentati che hanno sconvolto la capitale Parigi lo scorso 13 novembre. E la dimostrazione di ciò, secondo lui, è da ricercarsi indietro nel tempo di qualche mese, esattamente di dieci, quando il 7 gennaio 2015 dei terroristi armati hanno fatto irruzione nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, uccidendo 12 persone e ferendone altrettante.

Dopo questo tragico evento, il Ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, aveva imposto il segreto di stato su tutto quel che riguardava il primo attentato terroristico dell’Isis sul suolo transalpino. Il motivo di questo divieto è molto semplice secondo il giornalista italiano: è stata la Francia ad armare i terroristi, quindi se le indagini fossero state aperte l’opinione pubblica sarebbe venuta a conoscenza del suo coinvolgimento. Il segreto militare è stato chiesto proprio perché non venissero fuori gli altarini, gli scheletri nell’armadio del governo francese. È bene che i cittadini d’oltralpe non sappiano mai che le armi che hanno ucciso i loro concittadini e non solo appartenevano al loro stesso governo, anzi alla loro stessa polizia. Quella polizia che è arrivata in loro soccorso la sera della tragedia.

I servizi segreti non fanno il loro dovere nei confronti dei cittadini che dovrebbero proteggere, piuttosto si fanno in quattro per coprire le malefatte del proprio governo. Un governo Hollande che in Francia, prima degli attentati e dei 128 morti, era in netto calo di consensi. Ed ecco che avviene una tragedia scioccante che anima il popolo francese, unito contro un unico colpevole di cotanta crudeltà: il terrorismo o, più specificatamente, l’Isis.
Improvvisamente il governo si ritrova vicino al proprio popolo per consolarsi a vicenda e per armarsi insieme contro il grande nemico.

In questo modo vengono giustificati degli attacchi, che in una situazione normale verrebbero bollati come ingiustificati, contro la Libia e la Siria. È lì che si annidano i terroristi, è lì che hanno messo le loro radici quelle piante velenose che devono essere estirpate. Perché i cittadini francesi dovrebbero trovare qualcosa da ridire su un tale attacco? Peccato che a morire sotto i loro bombardamenti siano soltanto dei poveri civili innocenti che con i terroristi non hanno assolutamente nulla a che fare, ma che hanno la sfortuna di vivere in territori che gli stessi attentatori hanno scelto di occupare.

Ma se qualcuno alza la testa e prova a far notare questo piccolo particolare insignificante viene subito zittito, chiunque esso sia. Ed ecco che l’account facebook dello scrittore e giornalista Giuseppe Genna viene sospeso per 7 giorni a causa della pubblicazione di un articolo sulla guerra. Nel pezzo Genna, rivolgendosi ad Hollande, ha avuto la sfacciataggine di dichiarare che la guerra che stanno scatenando non deve essere fatta in suo nome. Nello stesso giorno, un’altra sospensione era stata fatta all’account di Cecilia Strada, presidente della Onlus Emergency, perché aveva osato non essere d’accordo con quanto la Francia sta facendo per punire i terroristi responsabili degli attentati.

Il team di BreakNotizie

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