La forza di un terrorista si basa sulla paura che incute

La forza di un terrorista si basa sulla paura che incute

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Il terrorismo non è semplice paura, è, in qualche modo, un grado in più. Un gradino in più. Una scelta netta, fatta sin dal principio.
La scelta di pietrificare, di negare qualsiasi sorte di umana comprensione nei confronti di quei soggetti verso i quali il terrorismo è diretto.


Perchè il terrorismo strattona e strappa. Alza la voce e urla. Ma come la più arrogante delle onde di un oceano in tempesta è destinato pur sempre a infrangersi contro la compattezza della terra.
Perchè la paura, il terrore, i dubbi e i timori, per quanto estesi, potenti e convincenti possano essere, finiranno sempre lì, in quel mistico punto celeste dove inizia la nostra persona.
E’ così, credetemi, io stesso sono terrorizzato.
Terrorizzato di morire prima di aver salutato mia madre o ricordato mio padre.
Terrorizzato di diventare NIENTE prima di aver realizzato i miei progetti oppure no, ma per mia scelta.
Prima di aver bevuto un gin tonic con i fratelli della mia storia. O prima di un ultimo bacio.
Ho paura che di me non rimarrà niente, niente, neanche quel foglio bianco che è l’ultimo stadio che la mia mente riesce a immaginare.
Temo tremendamente di perdere le mie esperienze, i miei ricordi. Le persone che ho amato. Le voci che mi hanno fatto sentire vivo.
Tutte le lacrime che ho pianto e i sorrisi che questa vita mi ha regalato.
Ogni singolo odore e luogo impresso e fuso nella mia mente e che mi rendono la mortale persona che sono.
Ho paura di non poter annusare più un buon profumo. Di non poter più vedere un’alba. Sentire il vento tra i capelli. Ascoltare un buon disco. Giocare a pallone. Salutare Madrid.


Amare la madre dei miei figli e lasciare l’unica cosa che fondamentalmente possiedo, il mio cuore, il mio spirito e la mia anima, ai miei figli stessi.
Io ho paura. Sono terrorizzato.
La morte non avvisa. Non ha poesia e ci rende tutti uguali: inermi, freddi e brutti. E’ meglio accettarlo, conviverci e non scappare in scampoli eroici che funzionano solo al buio di una sala cinematografica.
Un Uomo, saggio, una volta, poco prima di morire, disse: “Chi ha paura muore ogni giorno ma chi non ha paura muore una volta soltanto”.
Ecco io invece credo che tutta la differenza la faccia non tanto il non avere paura quanto il come la si affronti. Guardare in faccia l’orrore e compiere una scelta diversa. Finanche sacrificarsi.
E così, io accetto il mio destino quale che sia. Non smetterò di vivere per la possibilità di una fine violenta a un’esistenza che, se non vissuta, sarebbe già di per se finita. Io vivo e vivo al massimo tutto quello che potrò fino a quando potrò. Perchè la vita è un dono, soprattutto quando fa schifo. Perchè il terrore finisce dove comincio io. E perchè, a 27 anni, ho finalmente capito che l’amore, puro, è l’energia e la forza più potente che esistano. Non è una guerra fra popoli. Non è una guerra fra religioni. E’ una guerra di interessi e di oscurantismo. Una crociata geopolitica che non tarperà le corde delle anime coraggiose che si innalzeranno sull’odio di questi giorni.
L’odio è una palla al piede. C’è troppo da conoscere. Troppa umanità. Troppa bellezza. Troppo amore possibile.
Io vivrò e farò le mie scelte sempre al di qua della linea delle barbarie.
L’unica cosa di cui continuerò ad avere il terrore sarà una donna che fissandomi, mi dica: “Amore, noi due dobbiamo parlare”.
Non avrete il mio odio e non tarperete il mio sorriso. Avrete solo la mia determinazione nelle scelte da compiere.
“Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è” // “Macbeth” — William Shakespeare

Jacopo Landi

(un lettore di BreakNotizie)

 

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