La figura di Babbo Natale fra storia e leggende sciamaniche

La figura di Babbo Natale fra storia e leggende sciamaniche

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Una delle figure più amate del Natale avrebbe una lunga storia che si perde nello sciamanesimo e avrebbe un’interessante correlazione con un fungo particolare

Babbo Natale, nell’immaginario comune, è un uomo corpulento e simpatico, immensamente buono e gentile, tuttavia le sue raffigurazioni popolari non sono sempre state così: prima degli anni ’30 era magro e alto e indossava un mantello lungo.

Le vere origini di Babbo Natale

Nonostante gli occidentali vedano il Natale come una festa esclusivamente cristiana, occorre dire che numerose icone e simboli derivano in realtà dalle tradizioni sciamaniche appartenenti ai popoli tribali del Nord Europa. Il marchio Coca Cola, nel 1920, ha contribuito a diffondere l’attuale immagine che conosciamo di Babbo Natale, occorre dire però che inizialmente la multinazionale introdusse nelle sue pubblicità un uomo dall’aspetto spettrale, alto e magro, derivato dalle illustrazioni dell’artista Thomas Nast.

Dieci anni dopo fu un altro illustratore, Michigan Haddon Sundblom, dipendente della Coca Cola, a cambiare le fattezze di Babbo Natale, ispirandosi alla poesia di Clement Clark Moore del 1822 intitolata “La visita di San Nicola”, da cui ha origine appunto il nome Santa Claus. È in tale frangente che Babbo Natale acquistò le sembianze che noi tutti conosciamo: un uomo paffuto e rubicondo, dall’aria bonaria. L’aspetto fisico di uno dei simboli del Natale, dunque, è legato ad una trovata pubblicitaria del celebre soft drink, la figura di Babbo Natale in sé, invece, ne è del tutto indipendente e le sue radici sono di natura esoterica.

La leggenda sciamanica

L’Amanita Muscaria o Ovolo malefico, fungo dal tipico colore bianco e rosso e dalle note proprietà allucinogene, era ritenuto sacro dalle tribù indigene stanziate nel Nord Europa. Per via delle sue caratteristiche psicotrope era largamente impiegato per magie e rituali e secondo le leggende popolari anche Babbo Natale, le renne volanti e gli alberi di Natale sarebbero correlati al consumo di Amanita Muscaria.

Gli effetti dell’Amanita Muscaria

Le renne siberiane, infatti, si nutrono di questo fungo e succede che subito dopo vaghino senza meta per il bosco, intossicate e in stato di ebbrezza. È da qui che è nato il mito delle renne volanti, sensazioni ottenute dagli effetti del fungo allucinogeno. Financo Babbo Natale non sarebbe altro che uno sciamano antico dedito alla raccolta di ovoli malefici che colorano la pelle di una tonalità rossastra: per tale motivo apparirebbe nelle raffigurazioni con le guance rosse e piene. Inoltre il suo tipico abbigliamento bianco e rosso con gli stivali neri sarebbe molto simile alle vesti di questi antichi uomini.

Giù per il camino

E la tradizione di calarsi giù per i camini delle case? Anche questa deriverebbe da una leggenda sciamanica: le tribù nordeuropee solevano abitare in delle casette in betulla denominate yurte e le porte somigliavano molto alla canna dei camini. Pertanto, una volta terminata la raccolta di Amanita Muscaria in grossi sacchi, gli sciamani rientravano a casa e condividevano i funghi con gli altri membri della tribù. Ecco spiegata la tradizione del camino e del sacco colmo di regali. Per essere consumati senza avere conseguenze letali, i funghi allucinogeni dovevano essere lasciati essiccare: venivano quindi riposti in delle calze o delle sacche ed appesi al caminetto. Vi ricorda qualcosa?

Il Team di Breaknotizie

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