La favola di Jan Koum, fondatore di WhatsApp: dalla miseria alla ricchezza

La favola di Jan Koum, fondatore di WhatsApp: dalla miseria alla ricchezza

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Jan Koum: oggi ricchissimo, un tempo ha sofferto la povertà.

Ha solo 40 anni ma è ricchissimo grazie alla sua intuizione e, ovviamente, alla sua intelligenza. Parliamo del co-fondatore di #Whatsapp Jan Koum, che nelle ultime ore ha parlato, a Firenze, con molti giovani del progetto ‘Il Quotidiano in classe’, realizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori.

Comunicare in Ucraina era impossibile: il ricordo di Jan Koum
Non è stata facile la vita per Jan Koum fino a 16 anni. Il ‘padre’ di WhatsApp ha rivelato ai ragazzi toscani di aver vissuto in Ucraina ai tempi dell’Unione Sovietica, quindi comunicare era un vero tabù: parlare al telefono significava quasi sempre essere intercettati dal Kgb. Non era facile, insomma, comunicare a distanza in Ucraina e per questo Jan pensò di creare qualcosa di semplice, intuitivo e straordinario. Inizialmente lo strumento fu un flop ma Koum e colleghi non demoralizzarono. Se Jan Koum avesse lasciato il progetto, dedicandosi ad altro non sarebbe diventato ricchissimo e, soprattutto, oggi non ci sarebbe WhatsApp. Ai ragazzi il co-fondatore della celebre piattaforma di instant messaging ricorda di essere sempre curiosi e non avvilirsi se un obiettivo non viene raggiunto subito. Non solo. Il 40enne ha esortato i giovani a non abbandonare l’università come ha fatto lui. Si è parlato anche di cyberbullismo a Firenze. Koum ha sottolineato che è un grave problema ma le famiglie e gli educatori devono costantemente monitorare i giovani; poi ha ricordato che il limite d’età per l’uso di WhatsApp è di 13 anni.

Jan Koum arrivò negli States con la madre
Andrea Ceccherini, fondatore dell’Osservatorio permanente giovani editori, prima di dare la parola a Koum, si è rivolto ai ragazzi ed ha ricordato che il ‘padre’ di WhatsApp, quando arrivò negli Stati Uniti con la madre, era molto povero e per questo beneficiò di sussidi e buoni pasto. Jan ha sottolineato che, nonostante i soldi intascati con WhatsApp, la sua vita non è cambiata molto: non ha cambiato casa, incontra sempre gli stessi amici ed è rimasto pigro.

La storia di Jan Koum è incredibile perché vede protagonista un ragazzo che scappa dal Comunismo e, dopo tante peripezie, diventa un tycoon. Un tempo era poverissimo, oggi invece Jan è annoverato tra i più ricchi under 40 del pianeta. La fortuna dell’ucraino trapiantato negli States è stata senza dubbio WhatsApp, applicazione creata con 10 dollari e rivenduta a Facebook per 10 miliardi di dollari. Un bel colpo, senza dubbio. Koum non avrebbe mai immaginato di diventare così ricco quando era un ragazzino e frequentava una scuola di Kiev in cui mancavano i riscaldamenti. Faceva freddo a scuola. Nell’edificio scolastico c’era solo un bagno, tra l’altro all’esterno, e prima di espletare i bisogni fisiologici si doveva affrontare una fila interminabile. Dura la vita del giovane Jan prima di diventare miliardario.

Il co-fondatore di WhatsApp ha spesso sottolineato che, quando era ragazzino, in Ucraina era tutto sotto controllo; quindi non aveva senso parlare al telefono perché tutto era controllato dalle autorità. Il giovane Khoum si recò negli Usa assieme alla madre quando aveva 16 anni e, all’inizio, per sbarcare il lunario lucidava i pavimenti di un negozio. La madre, invece, faceva la baby sitter.

 

 

 

 

 

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