La Cina sbarca in Libia: pronti grandi investimenti

La Cina sbarca in Libia: pronti grandi investimenti

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Da fonti ufficiali del governo libico, si viene a conoscenza che una cordata di imprenditori stranieri sia decisa a sbarcare a Tobruk e investire una grossa somma di denaro, una cifra mai vista prima.

Ecco di cosa stiamo parlando nello specifico!

Nel bel mezzo della guerra di nervi che si sta giocando all’interno dell’Unione Europea, su chi e come debba gestire al meglio il cospicuo esodo di migranti a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi, la Cina si espone apertamente ed è pronta ad attuare un colossale piano di investimenti pari alla cifra record di 36 miliardi di dollari.

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Il gigante asiatico, infatti, vuole migliorare ancor di più la sua posizione di stretta collaborazione commerciale nel settore dell’import-export in Libia e per questo ha scelto di finanziare un enorme progetto infrastrutturale nell’area metropolitana di Tobruk che consiste nella costruzione di varie aree commerciali, e soprattutto nella realizzazione del più vasto porto del Paese, pronto ad ospitare navi di grosso carico in acque profonde. Oltre a questo, la Cina si impegna a costruire un aeroporto e una ferrovia adiacenti al confine con l’Egitto, in direzione Sudan. Il piano di investimenti, infine, prevede la realizzazione di 10.000 case, un ospedale con 300 posti letto e una nuova università. La Cina mira anche ad affermarsi nel settore dell’energia solare, contribuendo allo sviluppo della sua esportazione verso la Grecia e alla costruzione di una centrale energetica nelle centrali zone desertiche della Libia.

Dal punto di vista del governo libico, ovviamente, c’è enorme soddisfazione per aver siglato l’accordo con le parti cinesi. Il primo ministro Abdullah Al-Thinni, infatti, ha rilasciato un’intervista affermando che il cospicuo investimento, che nasce dal progetto di una cordata di magnati cinesi, dovrebbe consentire all’economia libica di risollevarsi, dato il momento particolarmente difficile legato alla guerra, che vede protagonisti in prima battuta i militanti dello Stato Islamico.

La Cina è sempre stata inserita all’interno dell’economia della Libia, dato il grande numero di lavoratori che erano impegnati nelle fabbriche ai tempi di Gheddafi. Dopo la morte di quest’ultimo, però, molti di essi lasciarono lo stato africano, chiudendo in qualche modo ogni via d’accesso per il capitale cinese nella Libia stessa. Questo accordo serve proprio per ricucire lo strappo che si è creato all’inizio della guerra civile e permettere dunque di ricostruire l’asse Cina-Libia, portando notevoli vantaggi alle relazioni commerciali di tutti i paesi coinvolti.

D’altra parte, gran parte della popolazione ed anche i maggiori esponenti politici del Paese, sperano che questo accordo possa permettere una veloce e definitiva riconciliazione tra Tripoli, la Capitale, e Tobruk, affinché possa essere riaffermata una solida stabilità politica ed economica che manca da troppo tempo all’interno dei confini nazionali.

Oltre all’aiuto dei cinesi, il governo libico non vuole rinunciare all’esportazione del petrolio, una fonte sicura di guadagno: vari Stati, sia in Europa che nel mondo, acquistano notevoli quantità di greggio ogni anno, ed è anche nel loro interesse la salvaguardia del Paese africano.

 

 

Il team di BreakNotizie

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