La Catalogna dà il via al processo d’indipendenza dalla Spagna: nuovo braccio di ferro con Mariano Rajoy

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La questione legata all’indipendentismo catalano è tornata prepotentemente nell’agenda politica spagnola e, al momento, rappresenta uno dei principali grattacapi per l’esecutivo guidato dal Primo Ministro Mariano Rajoy. Il Parlamento catalano ha infatti approvato una mozione che sancisce l’avvio ufficiale di un lungo percorso che dovrebbe portare la Catalogna a diventare uno stato indipendente e repubblicano nel 2017. Tuttavia, le fibrillazioni interne allo stesso movimento indipendentista e la dura presa di posizione da parte del premier spagnolo preannunciano un iter accidentato e che potrebbe ricevere un nuovo ‘stop’ da Madrid.

Le elezioni tenutesi lo scorso settembre, nel corso delle quali i partiti indipendentisti avevano ottenuto una vittoria ‘mutilata’ per via di una maggioranza non certo schiacciante, sono state la prima avvisaglia del duro scontro che, nei prossimi mesi, potrebbe lacerare la Spagna. Dalla Catalogna è infatti arrivato un chiaro segnale a proposito del processo di indipendenza che la comunità autonoma ha deciso di intraprendere. Il Parlamento catalano ha infatti approvato (con 72 voti a favore e 63 contrari) una mozione che ufficializza il ‘lungo cammino’ che dovrebbe portare alla nascita di uno stato indipendente ‘sotto forma di repubblica’. Come prevedibile, la notizia ha provocato un’immediata levata di scudi da parte del governo guidato da Mariano Rajoy: infatti, mentre i parlamentari popolari hanno esposto delle bandiere spagnole in senso di protesta, il Primo Ministro ha annunciato un ricorso d’urgenza alla Corte Costituzionale per invalidare la mozione che stabilisce, entro 30 giorni, la costituzione di un vero e proprio ‘arsenale giuridico a sostegno del nascente stato’.

L’indipendentismo catalano ha imboccato la strada del non ritorno? Difficile a dirsi, dal momento che, come evidenziato dalle ultime elezioni e anche dallo scarso margine con cui è stata votata la mozione, le diverse anime presenti all’interno del movimento sono divise. Il voto ha messo in fibrillazione le diverse forze politiche tanto che a Barcellona e dintorni si teme il rischio di una nuova tornata elettorale. Il documento era stato presentato infatti dalla lista ‘Junts pel Sì’, guidata dal presidente uscente Artur Mas, e dalla CUP (Candidatura d’Unitat Popular): nonostante i due partiti detengano la maggioranza in Parlamento, la mozione è passata per soli nove voti.

Da parte sua, Rajoy ha deciso di ricorrere alla Consulta per bloccare sul nascere questa iniziativa che, a suo dire, destabilizzerebbe la penisola iberica e avrebbe pesanti ripercussioni anche sulla politica economica spagnola. Non è un caso che, dopo la delibera del Parlamento catalano, lo ‘spread’ della Spagna ha toccato quota 128 punti, avvicinandosi alle fatidiche soglie massime raggiunte la scorsa estate. Anche per questo motivo, è in programma a breve una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri mentre la speranza per gli esponenti del Partito Popolare è che la Corte Costituzionale sospenda in via cautelare la mozione.

Quale sarà l’esito di questo ennesimo braccio di ferro? Nella stessa delibera viene esplicitamente indicato che il percorso che porterà all’indipendenza catalana non terrà conto degli ostacoli che verranno posti dalle autorità spagnole: il rischio per il Paese è quindi quello di una pericolosa delegittimazione delle istituzioni centrali.

Il team di BreakNotizie