La cassazione rende note le motivazioni relative alla sentenza del processo “Meredith”

217

Dopo la sentenza della Cassazione che nello scorso mese di marzo ha scagionato Raffaele Sollecito ed Amanda Knox dall’omicidio di Meredith Kercher, i giudici della Suprema Corte hanno depositato le motivazioni della loro decisione. Secondo quanto scritto nelle pagine dai giudici della Cassazione, nell’inchiesta sull’uccisione della giovane studentessa inglese ci sono state delle clamorose defaillance. Nel testo si trovano anche altre definizioni, come “Colpevoli omissioni”, o “Amnesie”, sempre relative alla conduzione delle indagini da parte delle autorità inquirenti.

L’unico colpevole del delitto, rimane quindi, stando a quanto stabilito dalle sentenze, l’altro imputato, Rudy Guede, che ha subito la condanna definitiva a 19 anni di prigione, dopo il processo celebrato con il rito abbreviato. Per lui la condanna è di omicidio “in concorso”.

La Suprema Corte evidenzia che senza quelle falle probabilmente si sarebbe delineato sin dall’inizio un quadro di affidabilità in grado di tranquillizzare sia nella prospettiva della colpevolezza dei due indagati, sia della loro estraneità. I giudici della Cassazione escludono che Raffaele ed Amanda abbiano partecipato materialmente all’uccisione di Meredith, ma non la loro presenza nella casa dove abitava la studentessa inglese.

Nelle motivazioni viene anche sottolineato come nessuna traccia biologica collegabile ai due ex fidanzati sia stata ritrovata sul corpo della vittima o nella stanza in cui è stato trovato il cadavere. Nella sentenza con la quale era stato condannato Rudy Guede, era invece chiaramente indicato come fossero state trovate numerose tracce collegabili al ragazzo.

I Supremi giudici si soffermano anche sul gancetto del reggiseno appartenuto alla vittima, rilevando che l’unica traccia biologica che vi è stata rilevata sopra, non offre nessuna certezza di collegamento con Raffaele Sollecito in quanto troppo esigua e quindi priva di valore indiziario.

I giudici hanno poi sottolineato come il clamore mediatico scattato subito dopo l’omicidio non abbia favorito la ricerca della verità, così come i riflessi internazionali dati dalla nazionalità della vittima e di uno dei due accusati. Questo, secondo i giudici, ha provocato una accelerazione “inusuale” del corso delle indagini, per cercare di dare in mano all’opinione pubblica nel più breve tempo possibile i colpevoli dell’omicidio.

I giudici della Suprema Corte esprimono anche la loro convinzione che un nuovo processo contro i due ex fidanzati sarebbe inutile, visto che non ci sono certezze riguardo alla possibilità di effettuare nuovi accertamenti, e puntano il dito sul fatto che i personal computer sia della vittima che di Amanda Knox, nei quali si sarebbero potute trovare notizie utili alle indagini, sono stati “bruciati” dagli inquirenti con manovre che vengono definite “improvvide”. Inoltre, per quanto riguarda le tracce biologiche, la loro quantità è troppo esigua per permettere di condurre nuove analisi.

Dopo aver conosciuto le motivazioni della Cassazione, Amanda Knox ha commentato dicendo di essere molto contenta e sollevata ad uno dei suoi avvocati italiani, Carlo Dalla Vedova, durante un colloquio telefonico. Raffaele Sollecito ha invece parlato all’agenzia Ansa, dichiarando che dalle motivazioni emerge in modo chiaro la sua innocenza ed il fatto di essere stato vittima di un errore giudiziario destinato a rimanere nella storia.

Il suo avvocato, Giulia Bongiorno, ha commentato le motivazioni ribadendo che il suo cliente ha subito anni di processi e di carcere pur essendo innocente. La Bongiorno ha anche evidenziato come la sentenza riconosca i molti errori compiuti dagli inquirenti nel corso delle indagini. Luca Maori, altro difensore di Sollecito, ha annunciato all’Ansa che sarà effettuata la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione, dati i 4 anni passati in cella dal suo cliente.

Il team di BreakNotizie