La benzina senza tasse? Costerebbe solo 44 centesimi al litro

La benzina senza tasse? Costerebbe solo 44 centesimi al litro

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La benzina è venduta in Italia assai a caro prezzo, come ogni automobilista ben sa.

Quello che più risulta scandaloso, però, non è tanto il prezzo in sé quanto la consapevolezza che più di due terzi di quello che si paga per avere un litro di benzina, in realtà, sono tasse ed accise. La maggioranza delle quali, poi, del tutto inutili.
Ancora una volta viene a galla come la popolazione sia costretta a pagare, per beni di prima necessità, delle somme davvero spropositate e senza alcun titolo che le giustifichi.
Il prezzo della benzina ondeggia sempre a seconda delle quotazioni, ed oggi come oggi si aggira sui 31 dollari a barile.
Con un prezzo che va diminuendo da anni (solamente nel 2015 esso è sceso del 35%) non ci si spiega come mai il prezzo per i consumatori rimanga sempre il medesimo, salvo poi alzarsi all’occorrenza.
La spiegazione in realtà è semplice: su ogni litro di benzina viene applicato dallo Stato un tributo indiretto, una somma di piccole tasse e accise che valgono qualche centesimo ma che, moltiplicate per tutti coloro che fanno uso di benzina in Italia, raggiungono somme considerevoli.

Sapete che ogni volta che comprate la benzina state finanziando le spese per la Guerra in Abissinia, per il disastro del Vajont e per altri fenomeni accaduti quando la maggioranza di noi neppure era nata?
Proprio così: notoriamente, per far fronte a delle situazioni di crisi improvvise o a calamità naturali, o ancora per reperire servizi che non si finanziano con i fondi pubblici, lo Stato impone le accise sulla benzina per racimolare una somma di denaro proprio per affrontare l’emergenza.
L’unico problema è che proprio di una emergenza si dovrebbe trattare, mentre gli italiani non capiscono quale sia l’esigenza di continuare a regalare soldi allo Stato per finanziare la Guerra in Abissinia dei primi del Novecento, sotto il regime fascista.
È stato calcolato che senza le accise la benzina costerebbe circa 44 centesimi al litro, un terzo più o meno del valore attuale che ogni consumatore paga. Scende il prezzo della benzina ma non il costo per gli automobilisti.
Molti si domandano quali siano le accise e le tasse che si è costretti a pagare sulla benzina.

L’accisa è un’imposta sui consumi proporzionale alla quantità. Oggigiorno gli italiani pagano, per ogni litro di benzina, 0,001 euro per la guerra d’Abissinia, 0,007 euro per la crisi di Suez, 0,005 per il Vajont, più di dieci centesimi per i terremoti avvenuti in Irpinia, Belice, Friuli e l’alluvione di Firenze, 0,011 euro per la missione in Bosnia, 0,020 euro per il rinnovo contratto degli autoferrotranvieri, altri centesimi per i finanziamenti alla cultura, 0,040 euro per gli aiuti agli immigrati a causa della crisi libica.
Insomma, 26 centesimi di euro regalati allo Stato per ogni litro di benzina ai quali si aggiungono altre tasse di 0,704 euro per la benzina senza piombo, 0,147 euro per il GPL, 0,593 euro per il gasolio.
E non finisce qua: alcune regioni hanno aggiunto ulteriori accise per i loro automobilisti. Non dimenticate, infine, di calcolare l’IVA sul prodotto.
Numerosi automobilisti e non stanno firmando le petizioni in rete per chiedere al governo di togliere queste ingiuste accise, almeno quelle più antiche e ormai palesemente inutili, e di tagliare così il costo sempre più alto del carburante, ormai quasi insostenibile per le famiglie italiane.

 

Il team di BreakNotizie

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