Italia, opere incompiute: record in Sicilia

397

Quello delle opere pubbliche incompiute è un problema che, ormai da troppo tempo, affligge l’Italia.

Stando ai dati ufficiali, pare che nel 2014 non siano state completate 868 opere e che l’anno precedente la quota si fermava a 692. In tali dati non sono, però, comprese le opere pubbliche siciliane. Proprio la Sicilia, infatti, è la regione italiana che indossa la maglia nera in fatto di opere pubbliche incompiute: sono ben 215 le opere incompiute. Addirittura, in Sicilia vi sono progetti di milioni di euro che, ormai da decenni, sono abbandonati al loro destino. Non sono rare, poi, opere pubbliche che, seppur portate a termine, non sono mai state utilizzate poiché prive di urbanizzazione o del denaro necessario per la loro gestione. La Sicilia, quindi, detiene il record delle opere incompiute in un’Italia che, però, almeno per il momento, sembra non essere intenzionata a porre rimedio a tale inutile emorragia di denaro pubblico.

Le Regioni che seguono la Sicilia sono la Calabria che si ferma a quota 93 opere incompiute, la Puglia ad 81, la Sardegna a 67 ed il Lazio a 54. Le regioni più virtuose d’Italia in fatto di opere pubbliche sono, invece, il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta. Nella provincia di Bolzano, ad esempio, le opere incompiute sono solo 8 e, addirittura, nella provincia di Trento tutte le opere sono state portate a termine. In Valle d’Aosta vi è, poi, una sola opera incompiuta.

Senza alcun dubbio, i dati relativi alle opere pubbliche incompiute in Italia devono far riflettere sia la classe politica che l’opinione pubblica. Ovviamente, il fatto che la Sicilia sia la Regione in cui, più delle altre, le opere pubbliche vengono abbandonate a se stesse, è legato a doppio filo ad una realtà sociale molto complessa ed articolata. Ciò che è interessante fare presente è, poi, che tale abitudine tutta italiana comporta un’ingente spreco di denaro che potrebbe essere utilizzato in altro modo. Senza dubbio, però, tale riflessione dovrebbe prendere le mosse dal presupposto secondo il quale molte delle opere pubbliche incompiute, in realtà, sono del tutto superflue se non addirittura palesemente inutili. Talvolta, ad esempio, basterebbe ristrutturare le strutture già esistenti per garantire servizi ottimali.

Ma allora perché si iniziano opere pubbliche inutili destinate a non essere mai concluse? Probabilmente perché, grazie alle prime fasi di lavoro, è possibile accedere a finanziamenti pubblici e privati da utilizzare per altri scopi. Ad essere chiaro è, dunque, il fatto che dietro alle opere pubbliche ci sono numerosi interessi di carattere principalmente economico. Il compito del Governo, pertanto, è quello di mettere un freno a tale deriva in modo tale da controllare che il denaro investito per la realizzazione di opere pubbliche non venga sprecato ma che, al contrario, possa rappresentare un concreto oltre che duraturo beneficio per la collettività. Per tale ragione, è auspicabile che i finanziamenti messi a disposizione per costruire le opere pubbliche vengano costantemente monitorati al fine di evitare che, una volta incassati, le opere pubbliche alle quali erano destinati vengano abbandonate al proprio destino ed all’incuria del tempo.

Il team di BreakNotizie