Italia: lo spettro deflazione è diventato realtà, ma non fa così paura

Italia: lo spettro deflazione è diventato realtà, ma non fa così paura

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Il 2016 è stato anche l’anno in cui, per la prima volta in oltre mezzo secolo, l’Italia è entrata in deflazione: un segnale della debolezza dell’economia

Non accadeva dal 1959: era da oltre mezzo secolo che l’Italia non entrava in deflazione; nel corso del 2016, secondo i numeri forniti dall’Istat, i prezzi sono scesi dello 0,1% rispetto all’anno precedente. Un dato che potrebbe apparire positivo, ma che invece non lo è, almeno non del tutto: la deflazione, ovvero il calo dei prezzi dovuto alla bassa domanda di beni e servizi, è un segnale di debolezza dal punto di vista economico, poiché sottolinea la mancanza di denaro da spendere.

La deflazione è però passata sotto traccia, poiché il calo dei prezzi è stato piuttosto contenuto e soprattutto ha riguardato solo una determinata tipologia di beni, in particolare il petrolio e i prodotti che derivano da esso. Tolti dal computo tali prodotti, si è registrato un aumento dei prezzi dello 0,5%, in linea con quanto avvenuto in Germania dove si è verificata un’inflazione dello 0,5%, tenendo però conto di tutti i beni e servizi. Lo stato di salute del nostro Paese si conferma dunque precario.

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Dopo anni in cui lo spettro della deflazione aleggiava sull’Italia, è diventato realtà proprio quando ci si aspettava una ripresa economica che invece non c’è stata, o è stata al di sotto delle aspettative secondo i più ottimisti. L’obiettivo impostato dalla Bce, ma non raggiunto nonostante gli sforzi profusi, è quello di portare l’inflazione poco al di sotto del 2%, un valore che viene considerato dagli esperti sano per l’economia. Al momento, la soglia del 2% appare però lontanissima.

In tanti tendono a considerare positiva la deflazione, in quanto porta ad un calo dei prezzi; in realtà, al calo dei prezzi segue poi quello degli stipendi, in particolare per i professionisti, i commercianti e gli autonomi. La deflazione rischia alla lunga di trasformarsi in un circolo vizioso: se per un breve periodo può essere considerata positiva, a lungo andare è un disincentivo a spendere che porterà ad una continua diminuzione prima dei prezzi e poi degli stipendi. L’unico vero problema al momento è il debito dell’Italia, che a causa della deflazione diventa ancor più costoso. In sostanza, più che un ritorno all’inflazione, ciò che bisogna augurarsi è una crescita del potere d’acquisto degli italiani, unico segno tangibile di una reale ripresa economica.

Il team di BreakNotizie

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