Israele ed il mercato delle armi: l’unica soluzione è l’embargo militare?

Israele ed il mercato delle armi: l’unica soluzione è l’embargo militare?

- in Mondo
387
0

Sono moltissimi i palestinesi che hanno preso parte alle proteste di piazza organizzate per manifestare contro la repressione messa in atto da Israele. Ovviamente, tra coloro che sono scesi in piazza, molti erano giovanissimi.

Ma quali sono le misure che Israele impone ai palestinesi? In primo luogo, c’è il cosiddetto trasferimenti forzato di una comunità nella Valle del Giordano e nella zona Naqab. Inoltre, pare che Israele stia tentando di appropriarsi di Gerusalemme est e della parte vecchia della città. I mezzi utilizzati per mettere in atto tale repressione sono diversi: dai gas lacrimogeni ai nuovissimi droni passando per i sofisticati sistemi informatici e di sorveglianza. Ovviamente, non manca neanche la repressone in vecchio stile fatta di armi e di violenza.

Ma cosa c’è dietro tale azione repressiva? Senza alcun dubbio, questo assurdo meccanismo è legato a doppio filo a questioni geo-politiche molto complesse e ad interessi economici. A tale proposito, è molto interessante fare presente che, per porre fine alla violenza, è estremamente necessario chiudere ogni genere di legame militare con Israele. Che la soluzione sia una sorta di ‘embargo militare’? Probabile. Come non ricordare, ad esempio, quello imposto al Sud Africa all’epoca dell’apartheid? Inoltre, non si tratterebbe solo di un gesto si solidarietà nei confronti del popolo palestinese ma, piuttosto, di un’azione legale e, soprattutto, moralmente giusta. Tutti i Paesi appartenenti alle Nazioni Unite, infatti, hanno l’obbligo di tenere sotto controllo l’operato di Israele e, se necessario, adottare misure finalizzate ad arginare eventuali derive e/o violazioni della legge. Finalmente, però, qualcosa si sta muovendo. Varie aziende belliche israeliane, infatti, non hanno potuto fare a meno di denotare una netta inflessione delle esportazioni delle armi. L’ONU ha deciso di porre fine all’egemonia israeliana, dunque? Pare proprio di sì.

In ogni caso, è estremamente necessario riuscire ad andare al di là degli interessi economici dei singoli. Solo in questo modo, infatti, si riuscirà a recuperare quell’umanità che contraddistingue le nostre civiltà. Ciò che, però, per il momento, non tranquillizza affatto è la complessa situazione medio-orientale di cui è davvero molto difficile individuare i contorni. L’intero Medio Oriente versa in una condizione piuttosto difficile da interpretare e, pertanto, è quanto mai necessario l’impegno di tutti gli attori internazionali per risolvere la questione.

Anche nel caso della Siria e dell’Iraq, ad esempio, sono in molti a chiedersi da dove arrivino le armi che vengono utilizzate dai ribelli dello Stato Islamico per mettere a ferro e fuoco le città e terrorizzare i popoli. Ovviamente, ogni genere di collegamento con Israele è del tutto infondato oltre che fuori luogo ma, in tale sede, è importante fare presente che, se il mercato delle armi e gli interessi economici che gli ruotano attorno venissero ‘bloccati’, a giovarne sarebbe il mondo intero. Non rimane, quindi, che capire se, nel prossimo futuro, sarà possibile mettere in atto un vero e proprio embargo militare nei confronti di Israele o se, invece, i palestinesi dovranno continuare ad indietreggiare di fronte all’inarrestabile avanzata del più forte.

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

Cosa succede se si consente ai degenti di