ISIS: interviene l’ex Generale Michael Flynn

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L’ex capo della DIA Michael Flynn ha deciso di parlare chiaro ed ha dichiarato che l’amministrazione USA non si è adoperata in alcun modo per impedire l’ascesa al potere di gruppi jihadisti che, partendo dalla Siria, hanno dato forma a quello che oggi viene definito lo “Stato islamico”.

Il sospetto che il Governo degli Stati Uniti abbia favorito la nascita dello Stato Islamico, dunque, pare aver trovato un fondamento nelle dichiarazioni di Michael Flynn che, avendo preso parte alle indagini relative alle cellule jihadiste sin dal 2012, aveva già da tempo ipotizzato l’attuale scenario.

Flynn, infatti, aveva già parlato di tale connivenza da parte del Governo degli Stati Uniti in occasione di un rapporto risalente al 2012 e prontamente segretato dai servizi americani. In tale rapporto, l’ex capo della DIA aveva dettagliatamente predetto l’operato dei jihadisti. Ma quali sono i retroscena di tale rapida ascesa al potere?

In occasione di un’intervista rilasciata a Mehdi Hasan, Flynn non ha esitato a confermare i suoi sospetti in merito al mancato intervento ad opera del Governo americano finalizzato ad arginare la presa del potere da parte dei jihadisti.

Proprio Flynn, inoltre, ha sostenuto che il Governo degli Stati Uniti non ha voluto dare credito alle informazioni fornite dalla DIA in maniera deliberata. Stando alle dichiarazioni di Flynn, pare, quindi che la DIA, già dal 2012, avesse individuato le forze alla guida dei movimenti insurrezionalisti.

Il documento al quale fa riferimento Flynn è stato di recente reso pubblico dalla Freedom of Information Act e da esso è facile capire che la DIA, sin dal 2012, aveva tentato di mettere in allerta il governo americano in merito alla possibilità della nascita dello Stato Islamico. Leggendo tale rapporto è possibile addirittura venire a conoscenza del fatto che proprio la DIA aveva palesemente informato il Governo degli Stati Uniti rispetto ad eventuali conseguenze devastanti.

A questo punto, dunque, è necessario che il Governo degli Stati Uniti chiarisca in maniera inequivocabile la sua posizione in merito a tale questione e, soprattutto, spieghi cosa è realmente accaduto in Siria dal 2012 ad oggi. Non essendo facile, infatti, escludere un coinvolgimento da parte del Governo, è almeno auspicabile che lo stesso chiarisca le reali motivazioni per cui ha deciso di non intervenire a seguito delle segnalazioni della DIA.

Ricapitolando: nell’opinione di Flynn pare che il Governo degli Stati Uniti d’America abbia favorito l’ascesa al potere in Siria di gruppi jihadisti pur essendo stato avvertito della pericolosità dei vari movimenti che si stavano creando all’interno del Paese. L’accusa mossa dall’ex-generale, pertanto, è palesemente volta ad attribuire la responsabilità della nascita dell’ISIS al Governo americano. Ciò che, però, risulta difficile da comprendere è se nel piano degli USA vi sia stata anche l’attuale situazione o se, invece, l’ascesa al potere dei jihadisti sia solo un effetto collaterale del tutto fuori controllo.

Ovviamente, quella di Flynn è solo un’opinione che, seppur basata su dati concreti, per aver valore probatorio deve essere basata non solo su semplici ipotesi. Di sicuro, quindi, per ricostruire la verità è necessario ricorrere anche alla versione ufficiale rilasciata dal Governo USA in merito alla complessa situazione siriana.

Il team di BreakNotizie