IOR, il Vaticano minaccia di sciogliere la banca.

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Sara’ uno dei temi principali dell’agenda delle Congregazioni generali, al via dal primo marzo. Proposta choc dei porporati stranieri: sciogliere l’istituto. E cancellare i segreti della Chiesa. Capofila del malcontento Shoenborn. Intanto Papa Benedetto XVI vede i cardinali del dossier Vatileaks.
NEW YORK (WSI) – Papa Luciani aveva provato, senza successo, a rinnovarla e renderla una banca etica. Ora lo Ior, l’istituto creditizio del Vaticano, potrebbe scomparire.

Secondo quanto svelato dal quotidiano La Repubblica, il tema sara’ uno delle questione principali che verranno discusse al tavolo delle cosiddette Congregazioni generali, le giornate di discussioni sul futuro della Chiesa e sul nuovo pontefice che prenderanno il via il primo marzo.

“Carus expectatusque venisti”, cosi’ l’incipit dell’articolo del quotidiano. Che prosegue dicendo che

“Nel torrione di Niccolò V, inaccessibile fortezza dietro l’ingresso di Porta Sant’Anna in Vaticano, la formula in latino di “benvenuto” lampeggia sulla videata del bancomat. Ma se un giorno, il successore di Benedetto XVI dovesse mai decidere di fare a meno dell’Istituto per le Opere di Religione, quella scritta scomparirebbe assieme a migliaia di conti riservati e a un buon gruzzolo di segreti.

Quando il 1° marzo, senza più un papa, i cardinali si riuniranno nell’aula buia del vecchio Sinodo, potranno cominciare le cosiddette Congregazioni generali: giornate di discussioni sul futuro della Chiesa e il nuovo Pontefice. Molti
saranno i temi cari ai porporati. E, fra i tanti in agenda, almeno 4 risultano di estrema attualità. Un argomento vivo è infatti quello dell’evangelizzazione all’estero, fede. C’è poi il nodo preoccupante sulla riforma della Curia, che Ratzinger ha ammesso di non essere riuscito a risolvere. Un altro punto è quello degli scandali, dalla pedofilia nella Chiesa alle carte trafugate nell’Appartamento papale. C’è infine un argomento scottante, che qualche eminenza proverà a mettere sul tavolo: il possibile scioglimento dello Ior”
.

Da tempo, osserva Marco Ansaldo sul quotidiano, “un gruppo di cardinali mistero di un’irritazione crescente per la gestione di un istituto che, sostengono,
alla Santa Sede ha provocato anche danni enormi di immagine a livello internazionale”. Il capofila del malcontento verso lo Ior potrebbe essere l’arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, “cardinale austriaco, papabile di primissima fila”.

Conservatore illuminato, allievo di Ratzinger, assiduo frequentatore del suo Schuelerkreis, il circolo di studenti, è anche uomo attento al dialogo interreligioso e capace di esprimere aperture spiazzanti, come quelle sugli omosessuali. Schoenborn sarebbe in grado di coagulare attorno a sé una serie di eminenze, straniere soprattutto, molto critiche per la gestione “italiana” dell’Istituto, intendendo con questo la Segreteria di Stato del cardinale Tarcisio Bertone, e prima di lui di Angelo Sodano, suo noto avversario. Poco conta che ora il presidente dell’Istituto sia arrivato, e che il Papa tedesco abbia messo un dirigente tedesco (Ernst von Freyberg) dopo una vacatio di 9 mesi seguita all’estromissione di Ettore Gotti Tedeschi.

A parte le divisioni intestine alla Chiesa sul futuro dell’istituto, oggi il Papa Benedetto XVI e’ atteso da un altro impegno altrettanto gravoso: alle 11 vedra’ i cardinali del dossier Vatileaks per stabilire se togliere il segreto vaticano o meno dalle 300 pagine di inchiesta.