Inquinamento senza frontiere: la lunga scia di morte delle polveri sottili

Inquinamento senza frontiere: la lunga scia di morte delle polveri sottili

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Una ricerca condotta a Pechino ha rivelato che il particolato fine uccide ogni anno milioni di persone, persino a distanza di migliaia di chilometri.

Nel 2007 l’inquinamento da polveri sottili, noto come particolato fine o PM 2,5, ha causato quasi 3 milioni e mezzo di morti premature. Il dato ancora più sconcertante, però, è che di queste, il 12%, pari a 411 mila, sono avvenute per effetto di inquinanti prodotti in un altro Paese, ed il 22% sono invece associate a servizi e beni prodotti in una regione ma destinati al consumo in un’altra regione.

Queste cifre allarmanti sono state rese note da un nuovo studio pubblicato da Qiang Zhang dell’Università di Tsinghua a Pechino sulla rivista scientifica “Nature”. Il particolato fine costituisce uno dei maggiori inquinanti dell’atmosfera e viene prodotto dal processo di combustione derivato dagli impianti per la produzione di energia, dai veicoli e dagli impianti di riscaldamento, oltre alle numerose attività industriali. Permanendo a lungo nell’atmosfera rappresenta un rischio serio per la salute poiché è capace di penetrare in profondità nel nostro apparato respiratorio, esponendo l’intero organismo a possibili patologie, non solo tumore ai polmoni o bronco pneumopatia cronica ostruttiva, ma anche ictus e malattie cardiache. Si stima che nel complesso le malattie legate all’inquinamento dell’aria raggiungano cifre che superano ampiamente il milione ogni anno.

Gli studi a riguardo e le misure prese sinora per limitare l’inquinamento e le sue conseguenze tenevano in considerazione soltanto le emissioni a livello locale. Purtroppo, però, sempre più dati hanno indicato che, come conseguenza della circolazione atmosferica, gli effetti del particolato possono manifestarsi anche ad enormi distanze. Una delle cause principali di questa “globalizzazione” dell’inquinamento è il commercio internazionale, ossia l’esportazione di beni prodotti in un luogo verso un altro luogo. La ricerca portata avanti da Qiang Zhang ed il suo team ha preso in considerazione per la prima volta il problema su scala globale, esaminando gli effetti sanitari della produzione di particolato in ben 228 Paesi. Ad esempio, l’inquinamento prodotto in Cina nel 2007 è strettamente collegato alle 64.800 morti premature in altre parti del mondo, di cui ben 3100 negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale. Le polveri sottili generate dalla produzione industriale di Stati Uniti ed Europa hanno causato invece 108.600 decessi prematuri in Cina.

In cima alla classifica dei Paesi più letali rimane la Cina, responsabile, a causa delle sue emissioni, di più del doppio delle morti rispetto agli altri Paesi. Al secondo posto invece troviamo l’India, una delle economie emergenti più significative fra i BRICS. Come ha spiegato Dabo Guan, coautore della ricerca “I nostri risultati hanno evidenziato che l’impatto sanitario interregionale dell’inquinamento da PM 2,5 è maggiore di quello locale, come risultato del trasporto degli inquinanti su lunghe distanze: nella nostra economia globale, i beni e i servizi consumati in una regione possono determinare grandi quantità di inquinamento atmosferico e una mortalità correlata in altre regioni”.

Il Team di Breaknotizie

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