Inquinamento elettromagnetico: gli scienziati dell’Onu lanciano un appello per ridurre le radiazioni

Inquinamento elettromagnetico: gli scienziati dell’Onu lanciano un appello per ridurre le radiazioni

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Tra le fonti di inquinamento che possono nuocere alle varie forme viventi, persone, animali e vegetazione, c’è l’inquinamento elettromagnetico generato dall’uso delle moderne tecnologie. In materia arriva l’appello di 190 scienziati all’ONU.

In base alle ricerche, gli effetti dei campi elettromagnetici generati da reti wi-fi, cellulari, cordless, antenne di trasmissione, monitor per neonati, reti elettriche, possono produrre nel tempo un aumento del rischio di tumori, stress cellulare, radicali liberi. Inoltre influiscono sulla funzione riproduttiva e possono apportare danni neurologici rilevanti.
Proprio per questo i firmatari dell’appello, tra cui figura la Dott.ssa Fiorella Belpoggi, Direttore Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini di Bologna, chiedono che siano adottate misure precauzionali a protezione della salute pubblica ed in particolare delle salute del feto e dei bambini.

Per capire l’importanza dell’appello lanciato è necessario fare un passo indietro e in particolare nel 1998 quando la “Commissione Internazionale sulla Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti” delineò le linee guida per la limitazione dell’esposizione alle radiazioni. Nel 2009 le stesse linee guida vennero riconfermate come valide.
Come sottolinea la dottoressa Belpoggi tali linee guida sono in realtà in contrasto con la normativa italiana ed in particolare con la legge 81/2008 che ha stabilito limiti inferiori rispetto a quelli suggeriti dalla Commissione internazionale e vigenti negli altri altri Paesi dell’Unione Europea.
La legislazione italiana fissa limiti più bassi proprio perché non vi sono sufficienti basi scientifiche a supporto dei limiti fissati nelle linee guida.

L’appello dei 190 scienziati che hanno firmato individualmente in relazione ai loro studi e senza pressione da parte dei datori di lavoro è composto da nove punti. Eccone i contenuti:
1) necessità di protezione di bambini e donne incinte;
2) adattamento delle linee guida e dei regolamenti;
3) sostegno alla produzione di tecnologia sicura;
4) appello alle società che si occupano di produzione, trasmissione, distribuzione di energia elettrica e servizi di telecomunicazione che dovrebbero assicurare qualità della corrente elettrica e l’uso di cavi adatti a limitare i danni dovuti alla formazione di campi elettromagnetici;
5) necessità di informare la società sui rischi collegati ai campi elettromagnetici e le azioni che possono essere intraprese per limitare i danni;
6) sostegno di un’informazione adeguata per professionisti del settore medico anche sul trattamento per soggetti particolarmente sensibili alle radiazioni;
7) finanziamento pubblico della ricerca pubblica su campi elettromagnetici;
8) rendere noti i collegamenti tra esperti di finanza e industria per verificare l’indipendenza delle opinioni manifestate a sostegno delle tesi favorevoli all’uso delle radiazioni elettromagnetiche;
9) Creazione di spazi liberi da radiazioni.

L’appello dei 190 scienziati auspica anche la creazione di un comitato multidisciplinare indipendente che operi per conto del “Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP)” che si occupi di ricerca su pratiche alternative all’uso delle radiazioni in modo da limitare l’esposizione ai campi elettromagnetici.

Il team di BreakNotizie

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