Informazione e comunicazione: la narrazione della guerra in Siria

Informazione e comunicazione: la narrazione della guerra in Siria

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I mass media sono nati allo scopo di informare e comunicare. Oggi, però, il loro fine ultimo sembra essere diventato quello di plasmare le menti.

Mass media e opinione pubblica: ecco tutta la verità

Troppo spesso, l’opinione pubblica sottovaluta il fatto che ciò in cui crede potrebbe non essere la verità ma, piuttosto, una versione di essa imposta dai mass media. In buona sostanza, proprio i mass media avrebbero il compito di orientare le opinioni e, molto spesso, di trascinarle a sinistra. Basti pensare, ad esempio, alla guerra in Siria. Molti non sanno che la Purpose, una nota azienda che si occupa di relazioni pubbliche, ha ricevuto l’incarico di veicolare un messaggio ben preciso: il sostegno alla lotta armata che combatte il regime di Assad. Per comprendere meglio questa dinamica è necessario tenere conto del fatto che la crisi del regime è stata creata ad arte dagli Stati Uniti d’America. Ad aver ingaggiato la Purpose, pertanto, potrebbero essere stati proprio gli americani, nel tentativo di distruggere il Governo siriano.

Guerra in Siria e mass media: l’impatto sull’opinione pubblica

In effetti, il lavoro della Purpose sta funzionando davvero molto bene. Sia in Italia che in Europa, infatti, giornali e telegiornali per le notizie attingono esclusivamente dalle fonti diffuse dall’Osservatorio per i diritti umani. L’Osservatorio, però, non può essere considerato super partes. Esso, infatti, ha la sua sede principale a Londra ed è finanziato proprio dal Governo britannico. Come è facile intuire, quindi, si tratta di un vero e proprio ufficio stampa dei ribelli sostenuti sia da Washington che da Londra. Ma quale è la verità, allora? Quali sono le condizioni in cui versano veramente i civili siriani?

Informazione oppure opera di convincimento?

A questo punto, è evidente che il pubblico, compreso quello italiano, pur credendo di essere a conoscenza della verità, in realtà è al corrente solo della versione anglo-americana della complessa situazione siriana. Nessuno, infatti, conosce la condizione dei civili costretti a vivere nel quartieri controllati dai governativi che ogni giorno devono fare i conti con la miseria, la povertà e la guerra. La verità, dunque, è ben diversa da quella che vediamo in TV. Nessuno si preoccupa dei civili, né il Governo di Assad né, tanto meno, i ribelli. Addirittura, a non essere risparmiati sono anche gli ospedali che, nella maggior parte dei casi, sono solo strutture da campo provvisorie. C’è da sperare che presto l’opinione pubblica di tutto il mondo possa essere messa a conoscenza della reale situazione in cui i civili siriani sono costretti a vivere. La compassione nei confronti di una sola parte dei cittadini siriani è del tutto inutile ed è finalizzata esclusivamente a distorcere la realtà, plasmando le menti a favore di una delle parti in causa. È importante, quindi, che nessuno venga dimenticato. Quella della guerra in Siria non deve essere una narrazione. Lo storytelling, almeno questa volta, deve essere messo da parte a favore di un’informazione chiara, precisa, puntuale e, soprattutto, libera dai giochi di potere.

 

 

Il team di BreakNotizie

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