Gli effetti dannosi dei pesticidi sulla fertilità maschile

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Uno studio condotto negli USA ha messo in evidenza come i pesticidi spesso contenuti in frutta e verdura possano compromettere seriamente la fertilità maschile. 

L’infertilità riguarda circa dal 12 al 16% delle coppie in età utile per la riproduzione. Nel 30% dei casi si tratta di incapacità di concepire un figlio da parte dell’uomo. Le statistiche mettono in evidenza il progressivo calo di spermatozoi presenti nel seme maschile, fattore che ha ripercussioni sempre più pesanti sulla società contemporanea.

Le cause ambientali dell’infertilità maschile

Sono diverse le tossine che riescono a interferire pesantemente sulle capacità riproduttive e l’uso massiccio dei pesticidi in parte è colpevole del fatto che lo sperma oggi sia qualitativamente meno buono di quello di venti o trenta anni fa. Negli anni Settanta già si era notato un elevato numero di casi di infertilità maschile all’interno delle fabbriche che producevano quotidianamente pesticidi.

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Recentemente è stato condotto uno studio specifico all’Università di Harvard e dai dati raccolti è stato confermato che il consumo abituale di verdura e frutta contenenti residui di pesticidi possa ridurre addirittura del 50% la quantità ma anche al qualità dello sperma prodotto, compromettendo significativamente la capacità di procreare. Gli alimenti che abitualmente contengono maggiori percentuali di pesticidi sono le mele, la lattuga, le fragole, peperoni e spinaci.

Un calo significativo di spermatozoi in soli 5 anni

Lo studio sull’infertilità maschile è stato effettuato dai ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health mediante l’analisi di 338 campioni di seme forniti da 155 uomini fra il 2007 e il 2012. Gli scienziati hanno controllato costantemente anche la tipologia e la quantità di frutta e verdura consumata dai volontari, tenendo presente quali prodotti della terra contenessero le maggiori percentuali di residui tossici lasciati dai pesticidi. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza il fatto che gli uomini che più spesso consumavano ortaggi con le maggiori concentrazioni di pesticidi producevano mediamente il 49% di spermatozoi al giorno in meno. Solo il 32% presentavano caratteristiche normali, ovvero sarebbero stati in grado di fecondare un ovulo.

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La soluzione è mangiare bio?

Jorge Chavarro, il ricercatore che ha condotto l’indagine, afferma che i risultati ottenuti non debbano scoraggiare affatto il consumo generico di frutta e verdura. È indispensabile, però, orientare i propri acquisti in maniera consapevole verso prodotti biologici. L’obiettivo infatti è quello di evitare di ingerire enormi quantitativo di sostanze tossiche che a lungo andare causano importanti danni alla salute umana.

Il Team di BreakNotizie

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