In Trentino la lotta all’abbandono si combatte grazie alla pet therapy

In Trentino la lotta all’abbandono si combatte grazie alla pet therapy

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Non lasciare Bobby solo“: è questo il simpatico slogan scelto per la campagna intrapresa in Trentino contro l’abbandono dei cani.

All’iniziativa ovviamente è legato anche il celebre cantante, che si è prestato molto volentieri a questo tipo di attività in difesa dei nostri amici a quattro zampe. Il filo conduttore che lo lega alla Regione é uno dei suoi figli, Alain Satti, che opera in Trentino da diversi anni in qualità di educatore ed animatore cinofilo. I centri in cui lavora, che fanno parte dell’associazione “Vita da cani“, si trovano a Trento e a Stenico: qui il ragazzo si occupa di educare ed ammaestrare cani e altri quadrupedi sin dai due mesi d’età. Nei due centri è attivo inoltre un importante percorso legato alla pet therapy come utile supporto per l’assistenza agli adolescenti in difficoltà, ai disabili e agli anziani.

Al momento sono in atto diverse collaborazioni nel territorio trentino attraverso la promozione di un programma di iniziative di tipo pratico nell’ambito di terapie assistite con cani, allargandosi in seguito anche ad altre realtà del sociale. Il Centro è gestito dagli Enti promotori affiancati dall’Ente Pubblico ed accoglie gruppi di scolari, di anziani, di disabili, ma anche di studenti universitari o un pubblico di natura differente. L’obbiettivo primario è quello di avere una comunicazione diretta fra gli educatori ed i cittadini, cominciando dalle nuove generazioni e da quelle fasce sociali in genere più emarginate. La struttura educativa ha aperto le proprie porte al pubblico in modo da creare un rapporto continuativo con chi opera nel sociale, ma anche per coinvolgere attivamente i visitatori e creare un legame fra città ed ambiente naturale.

Il centro ha dunque come obbiettivo quello di diventare un vero e proprio punto di riferimento per una divulgazione corretta delle informazioni riguardanti la pet therapy, grazie anche alle attività pratiche e alla collaborazione di tutti gli operatori nel sociale.
Quando un animale (un cane, ma anche un gatto, un asino o un cavallo) vengono educati e guidati ad agire nella maniera corretta insieme al conduttore, possono arrivare a compiere veri e propri miracoli nell’abito della pet therapy. L’animale però deve essere opportunamente selezionato, deve avere un’età fra i due e i tre anni e deve essere maturo, capace quindi di saper affrontare le esperienze che prevede il suo lavoro. Fra i cani coinvolti in questi progetti spesso ve ne sono alcuni che in passato sono stati abbandonati ed accolti dal Centro. Il corso educativo può durare anche più di un anno. Un lungo percorso dunque, che coinvolge veterinari, educatori ma anche, in base ai casi, pediatri o medici di famiglia, specialisti, assistenti sociali e accompagnatori. Considerando però gli straordinari effetti positivi sulla psiche dei pazienti e sulla loro salute ne vale certamente la pena.

Nel Centro è presente inoltre un corso educativo per proprietari e cani, in modo da stimolare un tipo di comunicazione più fluido ed adeguato ai bisogni dell’animale, tramite una pratica equilibrata, serena e gentile.
E così al Centro ogni tanto si può avere la fortuna di incontrare anche Bobby Solo, non solo per andare a trovare il figlio ma anche per prestarsi come testimonial per alcune delle numerose campagne contro l’abbandono degli animali e per contrastare una grave problematica come il randagismo, fenomeno sempre più diffuso in questi tempi di crisi.

Il team di BreakNotizie

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