Imprenditori veneti nell’ex Ucraina: parte la ripresa economica nelle Repubbliche di Donetsk e Lugansk

Imprenditori veneti nell’ex Ucraina: parte la ripresa economica nelle Repubbliche di Donetsk e Lugansk

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Proseguono da mesi le iniziative dell’Associazione Culturale Italo-Russa nel Bacino del Donbass grazie alle buone relazioni diplomatiche e alla recente “missione” di alcuni imprenditori veneti.

La stabilità politica è un orizzonte ancora lontano nel Bacino del Donbass ma, dopo il sanguinoso conflitto conclusosi solo nel 2014, l’area si avvia verso una fase che potrebbe essere caratterizzata da una ripresa economica finanziata anche grazie ad alcuni imprenditori veneti. L’ex regione appartenente all’Ucraina, e che prende il nome dal fiume Donbass che attraversa anche la Russia meridionale, è attualmente governata da due Stati a riconoscimento limitato e nati al termine del conflitto tra il Paese di Vladimir Putin e quello di Petro Porošenko. La Repubblica Popolare di Donetsk e quella di Lugansk, entrambe proclamate nel maggio del 2014 a seguito di un referendum, non sono state però ancora riconosciute dalla comunità internazionale ma guardano comunque al futuro, instaurando delle relazioni commerciali con i Paesi occidentali. Da questo punto di vista, la Regione Veneto sembra avere un canale preferenziale, come dimostrato da una “missione” che ha visto protagonisti alcuni imprenditori italiani.

UNA NUOVA FASE PER LE REPUBBLICHE? – Al momento, il futuro dei due auto-proclamati Stati sorti attorno agli Oblast’ (“suddivisioni amministrative”) di Donetsk e Lugansk è nebuloso: queste Repubbliche Popolari solo tali solo “de facto” ma, in attesa dell’agognato riconoscimento del resto del mondo, dopo quello della Russia, provano a rimettere in moto l’economia del Bacino del Donbass. Nell’agenda dei due Capi di Stato, Aleksandr Zacharčenko e Igor’ Plotnickij, c’è la volontà di trovare nuovi finanziamenti e allacciare relazioni commerciali, collaborando anche con alcuni dei Paesi occidentali che, nel conflitto di due anni fa, avevano comunque dichiaratamente parteggiato per l’Ucraina.

IL VIAGGIO DELLA DELEGAZIONE VENETA – Ecco perché una delegazione veneta si è recata nelle due capitali lo scorso 23 novembre per una “spedizione” della durata di tre giorni ed organizzata dall’Associazione Culturale Italo-Russa. Il viaggio di alcuni imprenditori impegnati nei settori delle energie rinnovabili, delle infrastrutture, ma anche in quelli dell’arredamento e della commercializzazione di prodotti alimentari ha dato la possibilità a tutti coloro che condividono i valori in cui crede l’Associazione di rendersi conto della situazione nelle due città e comprendere anche quali siano gli eventuali margini di iniziativa. Non va infatti dimenticato che, proprio per la loro vicinanza alla Russia di Putin, le Repubbliche risentono pesantemente delle sanzioni che sono state comminate dall’Occidente ai danni dell’ex Unione Sovietica.

L’AVVIO DI “UN PERCORSO CONDIVISO” – Come evidenziato dal capo della delegazione veneta, Palmarino Zoccatelli, nell’area del Donbass è in grande sofferenza soprattutto la piccola e media impresa: “Per me si tratta della terza volta che mi reco nella Repubblica di Donetsk e la prima che invece visito quella di Lugansk. Nonostante i tanti problemi, si stanno facendo passi da gigante nella ricostruzione e verso una nuova stabilità sociale e politica” ha detto Zoccatelli che ha anche parlato dell’avvio di un “percorso condiviso”. Insomma, l’obiettivo della delegazione e delle autorità locali è che si possa arrivare a una partnership dopo aver individuato gli ambiti in cui investire. Alla serie di incontri, inoltre, hanno partecipato anche dei rappresentanti dell’Associazione Italo-Russa della Lombardia, particolarmente interessati alle agevolazioni, giuridiche e fiscali, che le due ex regioni dell’Ucraina concederanno agli imprenditori veneti, intraprendendo così in futuro delle iniziative simili.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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