Il viaggio di Monica: da Milano a Dublino in cerca di lavoro

Il viaggio di Monica: da Milano a Dublino in cerca di lavoro

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Monica Angelini è la protagonista dell’ennesima storia tutta italiana.

Il suo percorso lavorativo inizia a Milano, nella città dell’ultimo Expo, dove si sta cercando di conciliare il tema dell’economia con quello dell’alimentazione globale. Ma i giovani, oltre che di cibo, hanno bisogno anche di lavoro. E lo sa bene Monica che, fino al mese di maggio, ha svolto la mansione di ricercatrice universitaria. Un lavoro perfetto per tanti laureandi che, però, devono accettare salari minimi, qualche pacca sulla spalla e la promessa di un contratto a tempo indeterminato.

Ma di promesse Monica era stanca e per questo ha deciso di partire per Dublino diventando uno dei famigerati cervelli in fuga. Ci ha pensato la Citybank ad assumerla presso un proprio dipartimento con l’incarico di impiegata per l’antiriciclaggio. Uno dei compiti di Monica è quello di monitorare i rischi di riciclaggio dei soldi sporchi da parte dei clienti della banca dove lavora. La Mafia, negli ultimi anni, ha utilizzato le banche europee per smaltire denaro proveniente da attività illegali e la sfida che ogni giorno questa ragazza deve affrontare è proprio quella di mantenere la legalità all’interno del suo posto di lavoro.

Io questo lavoro non lo faccio come una semplice impiegata, ma per contribuire a un’economia più pulita“. Queste sono le parole di Monica, che sta dimostrando di essere una di quelle donne determinate a costruirsi una carriera. E di forza ne ha dimostrata anche quando l’agenzia incaricata per la sua selezione le ha dato quindici giorni di preavviso per trasferirsi a Dublino. Non ci ha pensato poi molto e, armata di bagagli e tanto coraggio, è partita per l’Irlanda lasciando la sua famiglia.

Emigrare in cerca di lavoro è un tema che non passa mai di moda. Ma nella vicenda della Angelini c’è qualcosa in più che induce a riflettere ed è la meritocrazia. Nel nostro Paese sono ormai troppi i laureandi in attesa di un lavoro ma soprattutto di un impiego inerente al loro percorso formativo. E quando una ragazza come Monica può utilizzare il suo talento in altri Paesi e non in Italia è una sconfitta per la nostra classe dirigente.

Mi mancano la mia famiglia e soprattutto i miei genitori. Quando ho comunicato loro che venivo qui in Irlanda mia madre non sapeva se essere felice per me“. Queste sono le parole che si ripetono ogni giorno, di fronte all’ennesima partenza. La Citybank ha proposto a Monica un contratto a tempo determinato, ma per lei ci sono delle basi solide su cui partire per iniziare una carriera proficua sotto ogni punto di vista, soprattutto quello economico.

D’altronde Dublino è una città piena di fascino e di cose da vedere Monica ne ha davvero tante. Lo stile di vita irlandese, i pub, la musica che si può ascoltare lungo Grafton Street e soprattutto la loro celebre birra. Distrazioni, certo, ma che possono renderti la vita più piacevole. Inoltre per gli irlandesi fare tardi sul proprio posto di lavoro viene visto come un sintomo di inefficienza. Le mansioni che si devono svolgere vanno compiute durante l’orario di lavoro. Una regola che Monica ha imparato sin da subito e che sta applicando alla lettera: “Per questo arrivo anche prima in banca per poter finire il turno nei tempi stabiliti“.

Monica deve salvaguardare gli interessi della sua banca, controllando il percorso di capitali sospetti, e impedendo il riciclaggio di denaro sporco, ma ha trovato anche un’amica, prima ancora che una collega, in Aminia El Tabakh. Entusiaste del loro nuovo impiego, entrambe sono scappate dal loro Paese di origine per trovare un futuro migliore in Irlanda. Come tanti giovani che provengono da quelle zone del mondo in cui le cose non funzionano come dovrebbero, faranno la fortuna di altre nazioni e non dei loro Paesi.

Il team di BreakNotizie

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