Il ‘salasso’ delle procedure d’infrazione UE: sanzioni per un totale di 160 milioni di euro a carico del’Italia

Il ‘salasso’ delle procedure d’infrazione UE: sanzioni per un totale di 160 milioni di euro a carico del’Italia

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Oltre 160 milioni di euro: a tanto ammonta la cifra che i contribuenti italiani dovranno sborsare a causa delle condanne che la Corte di Giustizia europea ha comminato al nostro Paese per delle violazioni commesse nel corso degli ultimi anni e che contravvengono agli obblighi derivanti dall’appartenenza alla UE. Una vera e propria cifra-monstre, già definita da alcuni una sorta di ‘buco nero’ i cui contorni non sono ancora ben definiti: dagli ‘aiuti illegali di Stato’ alla ‘mancata adozione dei provvedimenti necessari per intervenire sulle discariche abusive’, gli oneri finanziari che l’Italia dovrà sostenere rischiano di far lievitare ancora il debito accumulato in precedenza nei confronti dell’Europa.

Le cinque sentenze emesse dalla Corte di Giustizia, in merito a ben quattro casi di aiuto di Stato illegittimi e alla mancanza di ‘garanzia dell’indipendenza del gestore delle infrastrutture ferroviarie’, si vanno ad aggiungere ad un’altra stangata, relativa alle 198 discariche abusive disseminate lungo tutta le penisola e che costeranno ai Comuni interessati quasi 80 milioni di euro. Il totale di 160 milioni che l’Italia sarà tenuta a pagare in quanto Paese membro della UE è peraltro una stima provvisoria: infatti vi sono altre procedure di infrazione ancora aperte presso l’istituzione che ha sede in Lussemburgo, senza contare le eventuali penali da 12 milioni di euro che scatteranno per ogni semestre di mancata ottemperanza alle sentenze. Insomma, un vero e proprio salasso’ per le tasche dei contribuenti.

A evidenziare i dati riguardanti le diverse sanzioni è stata una nota emessa dal Servizio Studi del Senato e che ha fornito una stima abbastanza dettagliata della cifra che l’Italia dovrà sborsare. Per quanto riguarda gli aiuti illegali di Stato, sono stati infatti puniti gli interventi che i vari Governi, nel corso degli ultimi anni, hanno effettuato a favore delle aziende che hanno operato in zone colpite dal sisma del 2002, degli alberghi della Sardegna, delle imprese che hanno beneficiato di prestiti ed esenzioni fiscali e, infine, del settore della navigazione. Secondo la Corte europea, si sarebbe trattato di ‘aiuti incompatibili con il mercato comune’: sono finiti nel mirino dei giudici del Lussemburgo perfino i fondi stanziati per alcune imprese operanti nel territorio di Chioggia e Venezia, in quanto ritenuti illegali e meritevoli di una sanzione di circa 30 milioni di euro.

Il quadro fornito dal Servizio Studi di Palazzo Madama ha immediatamente scatenato una dura protesta da parte di tutto il fronte delle opposizioni contro l’operato del Governo. Stando ad alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, la provvisorietà delle suddette stime non dovrebbe essere sottovalutata: anche per questo motivo, i senatori pentastellati della ‘Commissione per le Politiche UE’ hanno presentato nelle scorse settimane un’interrogazione parlamentare rivolta a Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia, nonché al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Secondo Sergio Battelli (M5S), l’esecutivo ha aumentato il budget destinato alle procedure d’infrazione comminate dall’Europa senza però indicare come verranno sanate le stesse storture già condannate in sede comunitaria. ‘Questo fondo è stato incrementato senza che vi sia stata alcuna analisi su quanto l’Italia dovrà spendere di preciso’ è l’accusa del parlamentare grillino.

 

Il team di BreakNotizie

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