Il lupo ha ripreso a popolare anche il Salento

Il lupo ha ripreso a popolare anche il Salento

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Ottime notizie: a distanza di oltre un secolo dalla sua scomparsa, una nuova ricerca ha rilevato tracce della presenza del lupo nella penisola salentina

Il canis lupus italicus, più noto come lupo appenninico, sta riprendendo ad occupare i suoi territori d’origine, dai quali era stato scacciato e decimato con ogni mezzo possibile, etichettato come specie nociva. Nei primi anni ’70 esistevano allo stato selvatico solo un centinaio di esemplari ripartiti fra i territori dei Monti Sibillini, della Sila e dell’Abruzzo. A distanza di mezzo secolo i lupi, grazie anche alla loro grande capacità di adattamento, sono tornati anche in altre aree della penisola, dall’Appennino sino alle Alpi occidentali. A questi territori adesso si aggiunge anche la penisola del Salento, in Puglia, dalla quale il lupo mancava da oltre un secolo. A testimoniarlo uno studio recente pubblicato su Biodiversity Journal.

Foto di Harry Eggens

Il team di ricercatori costituito da Giacomo Gervasio, Francesca Crispino, Giacomo Marzano e Michela Rugge si è basato sui dati registrati dal 2014 al 2017 per mezzo di foto trappole. In tal modo si è potuto constatare come il raggio di distribuzione della specie si sia ampliato ulteriormente, di circa 100 km più a Sud rispetto ai precedenti avvistamenti nell’area di Martina Franca.

Nell’area del Parco regionale Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase, in provincia di Lecce, secondo le informazioni raccolte sarebbero presenti due esemplari adulti, di cui uno maschio, ed almeno un cucciolo di circa un anno. Questo significa che potremmo essere davanti ad un vero e proprio nucleo riproduttivo e quindi ad presenza di lupi stabile. Il lupo attualmente occupa il 30% del territorio regionale pugliese, inclusi l’altopiano delle Murge, le gole dell’arco ionico e la parte nord occidentale. Sempre secondo i dati sarebbero presenti dei nuclei familiari anche nella zona che interessa il Parco Nazionale del Gargano e dell’Alta Murgia.

Il ripopolamento di queste zone da parte dei lupi, seppure non sia vista di buon occhio da cacciatori ed allevatori e nonostante la maggior parte dei media facciano leva sull’allarmismo esacerbando i contrasti fra le diverse categorie, è stato in realtà ben accolto dalle amministrazioni locali.

Il ritorno di una specie protetta è sempre una buona notizia, un indicatore ambientale indubbiamente positivo per tutto il territorio salentino” – ha dichiarato in una nota il comune di Nardò, in provincia di Lecce. “La presenza dei lupi non deve assolutamente scatenare sindromi e paure di nessun tipo, visto che in Italia la mortalità dei lupi per cause antropiche sembra essere già tra le cause più diffuse, siano queste accidentali (collisioni con veicoli) o intenzionali (arma da fuoco, trappole, veleno). L’orientamento dell’amministrazione comunale è quello di fare in modo che la convivenza con il lupo sia gestita con equilibrio e ragionevolezza attraverso un protocollo tra allevatori ed enti interessati che contenga soluzioni efficaci e preventive capaci di ridurre i danni da lupo alla zootecnia e non solo”.

Lo studio sul lupo in Salento, commissionato dal Parco naturale regionale Otranto Leuca e Bosco di Tricase, è parte di una ricerca preliminare su animali randagi o selvatici potenzialmente dannosi per l’allevamento nell’area protetta. La fase successiva sarà quella di analizzare i comportamenti del lupo nel Salento in modo da capire meglio le sue abitudini alimentari in tale ecosistema. Ad ogni modo, bentornato lupo.

Il Team di Breaknotizie

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