Il governo degli USA portato in tribunale da un gruppo di adolescenti: l’accusa è il reato di danno ambientale

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Fino a quale azione si può estendere, per analogia, il reato di danno ambientale? E qual è il limite oltre al quale viene leso il diritto fondamentale a vivere in un ambiente sano? Queste devono essere state le domande che hanno spinto un nutrito gruppo di adolescenti d’Oltreoceano a firmare una serie di petizioni contro nientepopodimeno che il governo degli Stati Uniti d’America.


Nello specifico, otto attivisti teenagers residenti a Washington D.C. sono riusciti a portare alla sbarra degli imputati il governo federale degli USA con un capo d’imputazione ben preciso: aver compromesso drasticamente e irreversibilmente la salute del Pianeta a seguito del fallimento della politica di contenimento delle emissioni di carbonio.

L’aggravante al reato sarebbe quella di essere in possesso di tutte le conoscenze scientifiche idonee a preservare il Pianeta dall‘inquinamento da CO2, nonché di aver siglato un accordo, economicamente vantaggioso ma gravemente insalubre, con il fondo per lo sviluppo di combustibile fossile. Questi giovani attivisti, sostenuti dal Western Environmental Law Center, saranno ascoltati a breve, a Seattle, da un tribunale amministrativo. L’accoglimento da parte degli organi di giustizia di una richiesta di indagine sui reati ambientali è un avvenimento mai accaduto finora che potrebbe creare un precedente molto importante per la salvaguardia del diritto a vivere in un mondo sano. Le motivazioni che spingono gli adolescenti americani a questa ribellione sono sotto agli occhi di tutti: le piogge acide e il riscaldamento globale, che già oggi stanno provocando dei veri e propri disastri ambientali, se non arginati con ferree e tempestive politiche di contenimento delle emissioni di gas dannosi, potrebbero risultare letali per il futuro del nostro Pianeta e per chi lo abiterà.

I teenagers americani non ci stanno a dover subire i danni causati dall’impreparazione, dal menefreghismo e dalla sete di potere e denaro di un governo che, per sua natura, dovrebbe esistere in primis per tutelare i suoi cittadini, anziché costringerli a vivere in un ambiente pericoloso per la salute. Alla protesta di Washington ne seguono altre, sempre portate avanti da adolescenti, provenienti dall’Oregon, dalla Pennsylvania, dal North Carolina e dal Massachusetts.
Secondo l’organizzazione no profit Our Children’s Trust, che sostiene queste campagne a favore dell’ambiente, saranno molte le petizioni simili a quella promossa dagli adolescenti della capitale, posto che i ragazzi americani sembrano quantomai preoccupati del futuro del Pianeta sul quale vivono nonché del loro avvenire, e non solo in termini squisitamente economici o lavorativi.
Anche il Vecchio Continente pare si stia aggregando per una battaglia unanime a favore dell’ambiente.

In occasione del “Summit sui cambiamenti climatici” che si terrà, dal 30 novembre al 7 dicembre a Parigi, è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione sulla salute della Terra. L’iniziativa prende il nome di We are the climate generation e si sviluppa in un foto-progetto: i partecipanti, per farsi ”ascoltare”, non devono far altro che postare sul sito http://www.wearetheclimategeneration.com/it immagini loro o della loro famiglia, aggiungendo un messaggio o un appello per chiedere ai governi degli Stati Europei di fare tutto il possibile al fine di contenere l’inquinamento atmosferico e il riscaldamento globale. Visto che ”l’unione fa la forza”, e considerata l’importanza di tali battaglie, pare proprio che questo sia il momento di far sentire la voce di tutti per evitare di compromettere ulteriormente il futuro del nostro Pianeta.

Il team di BreakNotizie