Il diesel al tramonto: mortale, inquinante e dannoso per il clima

Il diesel al tramonto: mortale, inquinante e dannoso per il clima

- in Ambiente, Italia
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Ogni anno il diesel causa 10 mila morti premature in Italia: un eccidio silenzioso causato dai gas serra emanati, superiori rispetto agli altri tipi di carburante. Ecco perché occorrerebbe bandirlo.

Un’analisi portata avanti da Transport & Environment, rete europea rappresentante di 50 organizzazioni per lo sviluppo sostenibile, ha dimostrato come i veicoli alimentati a diesel emettano durante il loro intero ciclo di vita ben 3,65 tonnellate di CO2 in più in media rispetto ai mezzi a benzina, ossia il contrario di ciò che molte case automobilistiche sostengono. In base al rapporto “Diesel, The True (Dirty) Story” l’impatto climatico dei mezzi di trasporto alimentati a diesel sarebbe da attribuire soprattutto al processo di raffinazione al quale viene sottoposto, il quale risulta essere più energivoro rispetto a quello della benzina, ma anche ad un impiego maggiore dei materiali di produzione dei motori, ai maggiori chilometri percorsi considerato il prezzo minore del carburante e alle emissioni superiori dei biodiesel di prima generazione.

Julia Poliscanova, clean vehicles manager, ha dichiarato che, contrariamente a quanto venga affermato dal settore, le automobili diesel sono più dannose per il clima rispetto a quelle a benzina ed in base ai dati forniti dal Dieselgate il biossido di azoto tossico prodotto in Europa sta uccidendo 68 mila cittadini ogni anno. Non concorrono affatto, dunque, al raggiungimento del target di riduzione delle emissioni di CO2. Secondo la Poliscanova l’Europa a questo punto dovrebbe andare avanti e accelerare il passaggio verso veicoli più green ed elettrici, consegnando ai musei il diesel.

Nonostante i dati appena forniti, il mercato dà ragione al diesel: 7 auto su 10 comprate in Europa sono a diesel ed il 50% del numero di auto totali presenti sono alimentate con questo carburante. Paragonati agli altri Paesi si tratta di numeri importanti: in India le auto a diesel sono solo il 15%, in Cina il 2% e negli Stati Uniti l’1%. Le cause? Sicuramente i prezzi, o meglio, la differente tassazione del diesel (dal 10 al 40% in meno rispetto alla benzina) ma anche le leggi europee che hanno consentito una maggiore emissione di NOx rispetto alla benzina ed infine una regolamentazione inadeguata circa l’emissione di CO2 nei confronti delle case automobilistiche che finiscono col produrre veicoli sempre più grandi e pesanti.

Ma i mezzi a diesel non sono soltanto nocivi per i clima: sono responsabili della morte prematura di molte persone. L’Italia, specie la Val Padana, è il Paese che maggiormente ne risente. Dati agghiaccianti emergono dallo studio “Impact of excess NOx emissions from diesel cars on air quality, public health and eutrophication in Europe” (Impatto delle emissioni eccessive di NOx dalle automobili diesel sulla qualità dell’aria, la salute pubblica e eutrofizzazione in Europa): si parla di 10 mila morti premature causate dal particolato fine (pm 2,5). “Se le emissioni di ossidi di azoto fossero state le stesse dei veicoli a benzina le morti si sarebbero ridotte dell’80%” recita il rapporto. Un eccidio silenzioso ma consapevole, tenuto all’oscuro ai cittadini.

Anna Gerometta, dell’associazione Cittadini per l’Aria, ha dichiarato “Occorre azione su due fronti: da un lato quella del Governo, in particolare del ministero dei Trasporti che dovrebbe favorire l’utilizzo di mezzi alternativi a quelli diesel e rendere i controlli effettivi e gli incentivi efficaci. Dall’altro invece, i Comuni dovrebbero ripulire le proprie strade da questi motori, promuovendo differenti abitudini e modalità di trasporto in collaborazione con le imprese ed i cittadini, in modo da salvaguardarne la salute”.

Il Team di Breaknotizie

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