Il caso della piccola Marysue riaccende il dibattito: i vaccini causano la ADEM?

Il caso della piccola Marysue riaccende il dibattito: i vaccini causano la ADEM?

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Il sospetto legame tra alcune patologie e la somministrazione dei vaccini: sono davvero pericolosi?

Il caso di una bambina statunitense, colpita da una grave forma di encefalomielite acuta disseminata (ADEM) dopo aver fatto una vaccinazione, ha riacceso il dibattito attorno al tema: è necessario o meno vaccinarsi? Due opposte tesi si fronteggiano da anni, contrapponendo coloro che consigliano questa pratica e chi pone invece l’accento sulla sua pericolosità.

LA VICENDA DI MARYSUE – Si chiama Marysue Grivna, ha 9 anni e vive a Tampa (Florida): il suo caso è balzato all’attenzione delle cronache tre anni fa, dal momento che è affetta da encefalomielite acuta disseminata (ADEM), un disturbo neurologico che colpisce il cervello e causa la paralisi. Al momento si sa poco di questa malattia, risultato di un’infiammazione della guaina mielinica, ovvero lo “strato” che protegge i nervi. Ebbene, secondo i genitori di Marysue, la loro bimba sarebbe affetta da questa rara sindrome a seguito della semplice somministrazione di un vaccino antinfluenzale. A differenza dell’Italia, negli Stati Uniti il fronte di chi organizza campagne di informazione sul tema e trova anche media sensibili a queste storie è molto più numeroso. Non a caso, la vicenda viene seguita anche da Leah Durant, avvocato specializzato in materia, e alcuni dati da lei presentati sono preoccupanti: circa la metà dei soggetti colpiti da ADEM era affetta da un’infezione virale.

IL LEGAME SOSPETTO – L’ADEM è infatti una sindrome auto-immune (ovvero, altera il sistema immunitario dell’indivuduo) che, secondo alcuni, avrebbe una relazione diretta con le vaccinazioni. Ad onor del vero, tutt’oggi non esiste ancora uno studio sistematico che provi questo legame, ma anche chi nega questa tesi conferma che c’è una remota possibilità che gli antigeni virali contenuti nei vaccini possano stimolare il sistema immunitario, causando una reazione imprevista. La tragedia che ha colpito la famiglia Grivna sembra rientrare in questa casistica: tuttavia, la beffa è che non è stato concesso alcun risarcimento né per il danno procurato, né per le conseguenze che la bambina deve sopportare. Da un anno, infatti, Marysue non parla più e ha perso la sua autonomia, dato che è costretta in un letto ed è alimentata con dei complessi macchinari. Spesso, il sistema sanitario a stelle e strisce non garantisce assistenza economica e così i genitori si trovano ad affrontare da soli questa battaglia.

UNA PRESA DI COSCIENZA – In realtà, non è raro che le case farmaceutiche produttrici dei vaccini risarciscano le migliaia di vittime: si tratta però, secondo alcune stime, solo del 25% dei casi, quantificabili in somme dell’ordine di pochi miliardi di dollari; un’inezia, soprattutto se si pensa che gli introiti annuali di queste multinazionali del farmaco toccano cifre ben più elevate. Insomma, senza scomodare tesi complottistiche, è un dato di fatto che quello dei vaccini, negli Stati Uniti come alle nostre latitudini, costituisce un giro di affari che pochi governi hanno davvero voglia di mettere in discussione. Quello che è auspicabile, senza voler demonizzare la pratica della vaccinazione, è che si intraprenda finalmente un’indagine sistematica e approfondita sui numerosi episodi di “reazioni avverse” a determinati vaccini, cercando di risalire alle cause di tragedie come quella della piccola Marysue.

 

 

Il team di BreakNotizie

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