Il canto del cigno dell’Unione Europea

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Non è una novità che negli ultimi mesi la solidità dell’Unione Europea sia stata messa in crisi da diversi fattori.

A partire dal rischio di default e di uscita dall’euro della Grecia, passando per le difficoltà economiche della gran parte dei Paesi membri, per arrivare infine ai flussi migratori provenienti dal medio oriente, la Comunità Europea ha dovuto fronteggiare difficoltà che ne hanno messo a nudo l’estrema fragilità, dietro la sicurezza ostentata dai vari capi di Stato.

L’Europa sta finendo?

In molti si sono interrogati sul futuro dell’Unione Europea; molte delle nazioni aderenti mordono il freno e mostrano di essere pronte a riconquistare la propria autonomia. C’è invece chi sostiene che distruggere l’Unione degli Stati d’Europa sarebbe una follia. Di ben diverso avviso è Breth Stephens, giornalista statunitense che ha scritto un editoriale molto duro sul Wall Street Journal, trattando proprio questo argomento. Per Stephens, l’Europa non avrà vita molto lunga; ma il motivo che lui dà a questa apocalittica previsione non risiede in nessuna delle problematiche sopra elencate.

La perdita di un’identità

Storicamente, una comunità o un’unione di Stati ha motivo di esistere, e quindi di sussistere, quando si fonda su solide basi comuni. L’Europa invece appare a Stephens come un colosso con i piedi di argilla, che pur di sopravvivere è scesa a patti e compromessi che ne hanno fatto smarrire la vera identità. Nello specifico, il giornalista fa riferimento alla politica portata avanti dalla cancelliera tedesca Angela Merkel la quale, pur di porre un freno alla massa umana di rifugiati che si è mossa verso l’occidente, sta facendo pressioni per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.

Perché la Turchia non dovrebbe entrare nell’Unione Europea

Pur ammettendo di fare affermazioni impopolari, per le quali forse sarà tacciato anche di razzismo, Stephens afferma che la Turchia è uno stato con cultura, religione e storia troppo diverse da quelle che invece costituiscono il background di fondo degli altri Stati d’Europa. Concedere la sua adesione alla Comunità significherebbe compromettere del tutto il progetto unitario, snaturarlo e quindi destinarlo ad una prematura fine. Inoltre, se la Turchia entrasse nella UE, ne diventerebbe anche il naturale confine con Siria, Iran e Iraq. Tutte le tradizioni europee verrebbero quindi messe in crisi, contaminate e forse corrotte.

Difendere i propri valori

Breth Stephens dice in definitiva che l’Europa ha corrotto se stessa, difendendo valori vuoti, che si sono ridotti a mere parole, e dimenticando di salvaguardare il suo retaggio, anche con grande sforzo e sacrificio. Per questo l’Unione Europea viene da lui paragonata ad un guscio vuoto, che presto verrà spazzato via dai nuovi fermenti che arrivano dal medio oriente.

Il team di BreakNotizie