I tentativi di negoziazione della Corea del Nord e il rifiuto degli USA: l’altra faccia della medaglia

I tentativi di negoziazione della Corea del Nord e il rifiuto degli USA: l’altra faccia della medaglia

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Il governo di Pyongyang sarebbe disposto a rinunciare al suo programma nucleare solo ad una condizione ma gli Stati Uniti rifiutano categoricamente: ecco il dettaglio cruciale sfuggito a molti media.

In quest’ultimo periodo molto spazio della cronaca internazionale viene dedicato alla Corea del Nord ed al suo leader Kim Jong-Un. La maggior parte delle testate, però, ha spesso tralasciato un dettaglio molto importante, decisivo, che spiega l’attuale crisi che sta inghiottendo la penisola. La Corea del Nord infatti, più di una volta ha tentato di negoziare, offrendo di bloccare il proprio programma nucleare, ma tale “offerta” sinora è stata ripetutamente respinta da parte degli Stati Uniti.

Come spiegato dalla famosa webzine The Intercept, esiste una significativa differenza fra ciò che il governo di Pyongyang ha affermato e ciò che la maggioranza dei media afferma. La Corea del Nord non si è dichiarata irremovibile circa la sua volontà di negoziare il suo programma di armi nucleari, ma ha affermato che non negozierà mai sino a quando gli Stati Uniti continueranno a minacciarla. Ciò significa che vi è la possibilità che la Corea metta le sue armi nucleari sul tavolo, ma a determinate condizioni.

Questo dettaglio cruciale in genere non viene minimamente toccato dai media internazionali. Noam Chomsky, celebre linguista, filosofo e teorico della comunicazione, ha illustrato nel corso di una recente intervista come gli Stati Uniti stiano in realtà continuando a rigettare in maniera categorica la proposta della Corea del Nord. “C’è una proposta ignorata. È una proposta piuttosto semplice con l’obiettivo di congelare i sistemi missilistici nordcoreani, quella di accettare la loro offerta per farlo. Cina e Corea del Nord hanno proposto di bloccare i sistemi di missili nucleari nordcoreani e gli Stati Uniti lo hanno immediatamente rifiutato. Trump ha rifiutato proprio come ha fatto Obama un paio di anni fa”.

Ma per quale motivo sia Trump che Obama hanno rifiutato una proposta così semplice e che porrebbe fine alla minaccia nucleare di Kim Jong-un? Come spiega Chomsky, nell’accordo proposto dalla Corea del Nord vi è la rinuncia al programma nucleare se gli Usa rinunciano alle manovre militari effettuate sulle frontiere della penisola coreana, che includono il sorvolamento di B-52 nucleari in prossimità del confine. “Forse gli americani non si ricordano molto bene, ma i coreani se lo ricordano eccome quando la Corea del Nord è stata assolutamente appiattita – letteralmente – dal bombardamento americano”, ha aggiunto lo studioso.

All’inizio degli anni ’50 infatti gli Stati Uniti bombardarono a tappeto il Nord Corea, uccidendo il 20% della popolazione e radendo al suolo 600 mila case, 1.000 ospedali, 5 mila scuole ed oltre 8.700 fabbriche. Come racconta il quotidiano Asia Pacific, gli Usa sganciarono talmente tante bombe da compromettere persino i sistemi di irrigazione e con essi la fonte di sostentamento della popolazione coreana. Nell’autunno del 1952 la Corea del Nord era in condizioni tali da non avere più bersagli effettivi da colpire per i piani statunitensi. Tutte le città erano state bombardate, devastate, non era rimasto nulla se non cumuli di macerie. Così, nella primavera successiva, la Forza Aerea americana puntò sulle dighe di irrigazione situate sul fiume Yalu, da un lato per distruggere le coltivazioni di riso nordcoreane, dall’altro per fare pressione sulla Cina, che avrebbe dovuto fornire maggiori aiuti alimentari. Furono colpiti 5 serbatoi, inondando migliaia di ettari di campi agricoli ed intere città, lasciando i coreani a morire di fame e stenti.

7 Ottobre 1950: truppe statunitensi conducono in marcia prigionieri nordcoreani

Considerati i precedenti, sembra chiara quale sia la paura della Corea del Nord, ma d’altra parte, se la condizione per evitare un nuovo olocausto nucleare e la morte di milioni di innocenti è così semplice, per quale motivo gli Stati Uniti non vogliono accettarla? Perché non adottare la linea diplomatica, soprattutto dopo la politica fallimentare condotta in altri Paesi come Iraq, Libia, Yemen e Afghanistan che ha condotto soltanto a crimini militari e politici, oltre alla morte di civili? L’uomo non vuole davvero imparare dalla Storia e dimentica presto le sue colpe.

Il Team di Breaknotizie

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