I segreti per una stretta di mano impeccabile

I segreti per una stretta di mano impeccabile

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Da una stretta di mano è possibile capire molte cose di una persona: come fare allora per dare sin da subito un’ottima impressione di sé attraverso un gesto così semplice?

Stringere la mano è senza dubbio uno dei modi più comuni per entrare in contatto con gli altri: lo facciamo almeno 15 mila volte nel corso della nostra vita e ce ne serviamo per conoscere una nuova persona ma anche come semplice forma di cortesia e saluto, all’inizio e alla fine di un incontro, e per riappacificarci o congratularci. Ci sarà capitato dunque di notare differenti strette di mano, caratteristica che varia da persona a persona, e di conseguenza trarne delle impressioni, più o meno piacevoli. Ciò è inevitabile: la stretta di mano trasmette, volontariamente o meno, parte della nostra personalità, ciò che siamo e ciò che proviamo in quel dato istante. È una sorta di biglietto da visita.
Come fare allora per dare una bella impressione di sè attraverso questo semplice gesto sociale e sapersi giostrare fra palmi sudaticci, stritolate di mano e prese sfuggenti?

Anzitutto dobbiamo offrire all’altro la mano destra, presentando le dita unite e tendendo il braccio ad una determinata distanza dal resto del corpo, a metà strada fra noi e chi abbiamo di fronte. La presa non deve mai risultare “molle” e deve coinvolgere l’intero palmo della mano, senza limitarsi alla punta delle dita. D’altra parte però non bisogna nemmeno esagerare, evitando di arrivare a stringere anche il polso. Il palmo deve essere fresco ed asciutto, la presa salda, ma non eccessivamente energetica, in modo particolare se il nostro interlocutore porta degli anelli alle dita. La stretta deve essere data a mano ferma, evitando di farla oscillare: le mani devono essere scosse per tre volte al massimo, per un tempo che non vada oltre i 2-3 secondi. Mai pulirsi la mano subito dopo averla stretta!

L’altra mano, nel mentre, deve restare al suo posto, rilassata lungo il fianco, ma mai in tasca. Non deve poggiarsi sulla mano dell’altro che saluta, né stringere il fianco o il braccio del nostro interlocutore, tantomeno poggiarsi sulla sua spalla. Spesso si tratta di gesti automatici che si fanno per cercare di mettere a proprio agio l’altro dimostrandogli cordialità ed apertura nei suoi confronti ma si tratta di mosse sconsigliate quando ci si presenta a qualcuno, altrimenti si rischia di sembrare troppo invadenti e inopportuni. Un altro aspetto importantissimo da curare durante la stretta di mano è il contatto visivo: ci si guarda dritti negli occhi durante tutto il tempo del gesto, sorridendo in maniera spontanea e rilassata ed accompagnando il tutto con una forma di presentazione o saluto consona alla situazione (dimenticatevi il “Piacere!” però!).

E se ritenete che la stretta di mano sia un atto banalissimo quanto elementare sappiate che i vertici britannici della Chevrolet non la pensano così, tanto da aver inserito un vero e proprio corso per insegnare ai propri dipendenti le giuste tecniche per una stretta di mano ineccepibile. A loro detta, infatti, non si tratta solamente di una forma di saluto ma anche di un modo per concludere e suggellare un affare e bisogna farlo nel migliore dei modi trasmettendo ai clienti rassicurazione e fiducia.

 

 

Il team di BreakNotizie

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