I russi individuano 87.000 terroristi islamici: USA e UE rifiutano la lista

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La CIA per gli Stati Uniti d’America e l’Interpol per l’Unione Europea avrebbero entrambe rifiutato una lista di 87.000 terroristi islamici stilata dai servizi segreti russi: questo è quanto emerge da una relazione congiunta presentata al Presidente Vladimir Putin dai servizi segreti per la politica estera (SVR) ed il Servizio di Sicurezza Federale (FSB) della Russia.

L’intelligence russa, quindi, avrebbe preparato un lungo elenco con 87.000 nomi di terroristi islamici liberi per l’America e per l’Europa, potenzialmente molto pericolosi ed in grado di progettare attacchi.

Putin, preoccupato per la situazione internazionale e che gli stessi stati dell’ex Unione Sovietica fossero a rischio di infiltrazione, avrebbe immediatamente autorizzato la trasmissione del prezioso elenco, che sarebbe stato subito richiesto dal Libano, che sembra abbia in questo modo potuto riscontrare una massiccia presenza di terroristi o presunti tali in partenza dai suoi aeroporti verso l’Occidente.

Lo stesso interesse verso la preziosa lista, invece, non sarebbe stato dimostrato nè dagli USA nè dai paesi dell’Unione Europea.

Putin ne approfitta anche per specificare che la linea di Obama e della UE è completamente differente dalla sua già dal 2012, quando, per prevenire l’allora insorgente Stato Islamico, il presidente russo avrebbe chiesto aiuto alle superpotenze mondiali sulla Siria, per forzare sulle dimissioni di Bashar al-Assad, ricambio politico che sarebbe stato la base di un accordo di pace, che in tal modo è saltato.

Già all’epoca, l’ex presidente della Finlandia e premio Nobel per la Pace Martti Ahtisaari aveva motivato questo rifiuto dei paesi occidentali ad intervenire con la convinzione condivisa che il governo della Siria, presieduto da al-Assad, sarebbe comunque caduto nel giro di qualche settimana, a prescindere da qualsiasi accordo politico.

Ma Putin non si ferma a questo: il presidente russo, infatti, accusa il presidente statunitense e l’Unione Europea di essersi rifiutati di bombardare le decine di basi militari terroristiche di ISIS / ISIL, nonostante ne conoscessero la posizione, e, nel particolare, punta il dito contro Obama, accusandolo di fornire armamenti direttamente allo Stato Islamico.

Accuse gravissime, quindi, in un momento storico particolare ed in un clima generale di grande preoccupazione, che non possono che acuire le tensioni già esistenti.

Ed è proprio in questo contesto che la Russia lancia quindi le sue strategie belliche: Putin conclude, infatti, che l’unica opzione che rimane al suo Paese è quella di rafforzare ulteriormente le sue forze militari in Siria, per essere in grado di contrastare direttamente sul campo l’avanzata di ISIS / ISIL, promettendo conseguenze a chiunque tenti di interferire.

E, in attesa che i giochi tra le superpotenze mondiali si chiariscano proprio in Siria, il mondo rimane in attesa con il fiato sospeso e tanta preoccupazione.

Il team di BreakNotizie