I reali motivi delle dimissioni di papa Benedetto XVI

I reali motivi delle dimissioni di papa Benedetto XVI

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Nel febbraio 2013 i fedeli di tutto il mondo rimasero spiazzati dalla decisione dell’allora papa Benedetto XVI di dimettersi dal suo incarico.

Lo stupore generale fu molteplice anche perché il cavillo a cui il pontefice si rifece per lasciare il papato era sconosciuto ai più. Ebbene, nuove e inquietanti notizie pare che si celino dietro quelle dimissioni. Quell’anno infatti, era cominciato in modo nefasto per il Vaticano, che veniva trattato quasi come uno stato terrorista dal governo italiano, dopo che lo IOR era stato escluso dallo SWIFT e la magistratura aveva cominciato una serie di indagini, dopo aver ricevuto pressioni internazionali, circa i pagamenti delle tasse apparentemente evase dalla Chiesa. Andando per gradi: SWIFT è l’acronimo di Society for Worldwide Interbank Financial Telecomunication, in pratica una sorta di società mondiale che ha per membri circa 10500 banche in oltre 215 Paesi. Di conseguenza, appare evidente come essa rappresenti un vero e proprio organo di controllo con cui condizionare l’economia globale, in grado di rovinare in poco tempo chiunque non “obbedisca” alle sue disposizioni.

Un esempio di tutto ciò è il caso dell’Iran, che si è visto rifiutare la richiesta di ingresso a causa del suo presunto programma nucleare. Tutto questo si è tradotto nel fatto che l’Iran non può vendere in dollari il suo petrolio, le carte di credito iraniane non sono accettate all’estero e che nel Paese le trattative economiche devono essere condotte in clandestinità, in modo illegale. Inoltre, ogni Paese che aiuti in qualche modo Teheran a venire meno a questo pesante blocco, subisce penalità non indifferenti, come il caso della Francia che è stata multata di circa 8 miliardi di dollari.

Quello che successe pochi giorni prima delle dimissioni del Papa Benedetto XVI, era che il Vaticano era escluso dallo SWIFT, situazione che si è sbloccata solo dopo la sua firma per lasciare il mandato. Fondamentalmente, quindi, quello che agli occhi di tutti è apparso come un gesto vile, sembra che sia stato un passo obbligato per consentire allo Stato del Vaticano di riprendere la propria vita economica.

Una prova di tutto quello che c’è sotto questo evento, è data proprio dal testo che comunicava le dimissioni di Ratzinger. Tale testo recitava le motivazioni in latino, adducendo motivi di età, ma esso conteneva una serie di imperdonabili quanto elementari errori grammaticali che il Papa non avrebbe mai potuto commettere. Ciò vuol dire che quella lettera non era stata scritta da lui ma da altri e in un secondo momento resa al pubblico. Una volta formalizzate le dimissioni, inoltre, non c’è stato nemmeno bisogno di aspettare l’elezione di Papa Bergoglio ma immediatamente si è avuto lo sblocco dei conti da parte dello SWIFT.

Tutto questo lancia inquietanti ombre sul papato di Bergoglio, che inspiegabilmente è stato accolto in modo amichevole e pacifico anche in America, dove di norma non c’è mai stato particolare entusiasmo per i pontificati passati.

 

Il team di BreakNotizie

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