I quattro animali estinti che potrebbero tornare in vita grazie alla genetica

I quattro animali estinti che potrebbero tornare in vita grazie alla genetica

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L’antropizzazione ha causato molti effetti collaterali: uno dei più noti ed evidenti è l’estinzione di numerose specie animali. Grazie ai progressi della genetica, però, sarebbe possibile riportarne in vita alcune. Vediamo come.

I progressi nel campo della genetica potrebbero risultare molto importanti non solo per salvaguardare le specie animali in via di estinzione ma anche per “riportare in vita” quelle ormai scomparse da tempo da alcune aree del pianeta a causa dell’antropizzazione. Questo processo viene chiamato dagli esperti “de-estinzione” e consiste appunto nel recupero di animali ormai estinti per mezzo della manipolazione genetica e la fecondazione in vitro di specie simili ancora diffuse.

Gli studi in questo campo proseguono da diversi anni e si basano sul recupero del codice genetico di specie animali estinte, in modo da ottenere un embrione in laboratorio da impiantare in specie analoghe ancora presenti in natura. Attraverso questa tecnica, ad esempio, si sta già tentando di salvare il rinoceronte bianco settentrionale in Africa, decimato dal bracconaggio e dalla caccia di frodo. Gli esemplari rimasti di questa splendida specie si trovano nella riserva Ol Pejeta, in Kenya, e sono soltanto tre: due femmine con problemi riproduttivi ed un maschio di 43 anni, ormai anziano, pertanto l’ultima speranza per impedire che si estinguano è la fecondazione in vitro di rinoceronti bianchi meridionali, più numerosi e diffusi.

Detto in parole più semplici, alcune femmine di rinoceronte bianco meridionale fungerebbero da “mamme surrogate” nelle quali verranno impiantati gli ovuli fecondati in vitro delle due femmine rimaste con il seme dell’ultimo maschio. La medesima tecnica potrebbe essere adottata per salvare altre quattro specie estintesi nel secolo scorso.

Il primo di questi animali è la tigre della Tasmania, conosciuta anche come tilacino. Assomiglia molto ad un lupo o ad una volpe nelle fattezze e presenta il manto striato ma in realtà è a tutti gli effetti un marsupiale. L’ultimo esemplare avvistato sull’isola risale al 1936 e anche la sua estinzione è stata causata dall’uomo, per via della caccia indiscriminata. Nel 2008, gli scienziati dell’Università di Melbourne sono riusciti a procurarsi del materiale genetico ed hanno condotto dei test per poter “riportare in vita” questa specie in un futuro prossimo.

Tigre della Tasmania

Un altro animale sul quale la comunità scientifica ha voluto porre la sua attenzione è la rana dalla gestazione gastrica, un particolare anfibio scoperto negli anni ’80 capace di accudire i propri piccoli all’interno della bocca e dell’apparato digerente. Sfortunatamente questo animale si è estinto nell’arco di soli 5 anni. I ricercatori dell’Università di New Castle e del New South Wales nel 2013 hanno dato via a degli studi per ricreare questa specie in vitro, impiegando le uova di una rana dal DNA molto simile.

Il quagga è un altro animale del quale non si hanno avvistamenti dal ‘800, esattamente dal 1883: si tratta di una sottospecie di zebra ed essendo con essa imparentata, dal 1984 sono in corso degli studi per cercare di riportarlo a nuova vita. Nel 2005 è nato il primo puledro, un esemplare che possiede sia il patrimonio delle comuni zebre che quello dell’equino estinto mentre nel 2013 è nata la quinta generazione di quagga. Grazie alla prosecuzione della specie e l’affinamento del codice genetico attraverso la riproduzione, gli scienziati mirano ad ottenere degli animati identici agli “originali”.

Un quagga in un’illustrazione del XIX secolo

Infine, il Tympanuchus cupido cupido, sottospecie del tetraone delle praterie e appartenente alla famiglia dei fasianidi, è scomparso nel 1933 in Nord America in seguito ad una caccia estensiva. L’uccello infatti era molto richiesto a scopo alimentare come alternativa al tacchino. Tenendo conto dell’affinità con i tetraoni ancora presenti in natura, un gruppo di conservazione sta valutando l’avvio di alcuni studi di recupero.

Il Team di Breaknotizie

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