I Nirvana: la breve parabola del gruppo che riscrisse il Grunge

I Nirvana: la breve parabola del gruppo che riscrisse il Grunge

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I Nirvana sono stati i massimi esponenti della musica grunge. Questo gruppo alternativo e fuori dagli schemi ha dato aria e vita ad un nuovo fenomeno della musica, che – se così si può dire – è morto con il fondatore stesso della band. Infatti nessun altro gruppo è più riuscito a cogliere l’essenza intima della musica grunge come è stato fatto dai Nirvana.
Ma partiamo dal principio. I Nirvana nascono da un incontro, quello avvenuto ad Aberdeen (Washington) nel 1987 fra Kurt Cobain e Krist Novoselic; un incontro organizzato da un membro dei Melvins, Buzz Osborne, e che mette in comunicazione due musicisti eccentrici entrambi appassionati di musica punk.

L’interesse di Cobain per la musica punk era già presente fin dalla più tenera età; il primo nome del gruppo formato con Novoselic sarà “The Stiff Woodies”, e vedrà avvicendarsi diversi artisti. Dopo aver cambiato almeno quattro volte il nome della band, la scelta dei due membri fissi si impunta su “Nirvana“. Il perché è presto detto: questo nome “significa liberazione dal dolore, dalla sofferenza” come dichiarato dallo stesso Cobain, e questo secondo il front-man coglieva in pieno quello che lui voleva ottenere con la sua musica.
È il 1987, il gruppo inizia ad avere una propria stabilità; ne entra a far parte anche Chad Channing come batterista. A marzo del 1987 il gruppo esegue il suo primo concerto, e con il singolo “Love Buzz” inizia a farsi conoscere.

Il primo album, “Bleach”, esce nel 1989 e risente fortemente dell’influenza dei Melvins, ma anche dell’heavy metal. Cobain stesso ammetterà che le canzoni della band passano progressivamente da un approccio più aggressivo ad uno invece più sentimentale, a tratti quasi romantico, come avviene nella famosa ballata di “Bleach”, “About a Girl”, dedicata alla ex fidanzata del front-man. Poco dopo, Cobain conoscerà la sua futura compagna, Courtney Love.
Le vicende del batterista della band sono destinate ad essere abbastanza travagliate: dopo aver cambiato almeno tre musicisti, ai Nirvana viene presentato Grohl, che fa subito un’ottima impressione agli altri membri della band e viene incluso nel gruppo.

La scelta del nuovo batterista si rivelerà fortunata: con l’album “Nevermind” del 1991 la band ottiene il successo internazionale. L’album fa loro meritare ben dieci dischi di platino, un disco d’oro e un disco di diamante. “Nevermind”, la cui copertina è rimasta nella storia, contiene singoli celebri come “Smeel Like Teen Spirit” (inserita dalla rivista Rolling Stone entro le 30 più belle canzoni della storia della musica) che diventeranno il leitmotiv del successo della band.
Dopo la pubblicazione di un album minore come “Incesticide”, arriva un’altra ondata di successo con “In Utero”, che giunge nel 1993. Sarà l’ultimo lavoro della band dalla breve vita, e prende il suo nome da una poesia della compagna di Kurt.
Questo album contiene lavori come “All Apologies” o “Heart-Shaped Box”, o ancora la scandalosa “Rape me”.

Dopo la celebre esibizione nei “Sony Studios di New York”, il famoso “MTV Unplugged in New York”, i segni di cedimento di Cobain alla dipendenza di oppiacei si fanno più insistenti. Viene trovato in stato di incoscienza nel marzo del 1994, e l’8 aprile successivo viene rinvenuto esanime a Seattle, con un fucile a pompa accanto, dosaggi di eroina elevati in corpo e una struggente lettera d’addio al mondo della musica.
Termina così, precocemente, il genio ribelle e intuitivo di una band che aveva ancora molto da dire.

Il team di BreakNotizie

 

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