I motivi per cui l’Italia dovrebbe uscire dalla NATO

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L’Italia, come è noto, conta sul suo territorio numerose aree militari statunitensi: basti pensare alla base di Aviano oppure alla stazione di terra del MUOS, il sistema satellitare americano, la cui progettazione ha immediatamente suscitato proteste dal momento che è potenzialmente dannosa per la salute dei residenti.

Il grande problema di questa massiccia presenza straniera sul suolo italiano risiede nel fatto che, trattandosi di aree a gestione militare ed estera, quello che vi accade è doppiamente segreto: sono pochissimi, infatti, a sapere che nel nostro Paese sono presenti circa 80 bombe atomiche.

Inoltre lo Stato presta il fianco a questa sorta di colonizzazione: non è un caso che alle altre basi sia recentemente stata aggiunta quella di Lago Patria, nel napoletano, sede, come se non bastasse, del Trident Juncture 2015, un’enorme esercitazione militare NATO che si terrà, nonostante l’insorgere di parte della cittadinanza, proprio nelle prossime settimane.

Tra i promotori della campagna sostenuta dal movimento No guerra, No Nato c’è anche l’ingegnere Massimo Zucchetti, professore presso il Politecnico di Torino, che in una intervista rilasciata a Sputnick spiega le ragioni secondo cui l’Italia dovrebbe uscire dalla Nato, emancipandosi dalle pressioni degli Stati Uniti d’America.

Innanzitutto, spiega il professore, non si devono sottovalutare i rischi della salute che comportano le operazioni che vengono svolte nelle basi militare statunitensi: le installazioni necessarie al funzionamento del MUOS, per citare un esempio, emettono onde elettromagnetiche che, oltre ad essere potenzialmente cancerogene, comporterebbero la chiusura ad una gran parte del traffico aereo civile della zona, dal momento che rischierebbero di interferire con i voli e di causare tragedie cui purtroppo non siamo nuovi, come quella di Ustica nel giugno 1980.

Sebbene buona parte della popolazione e delle associazioni locali si siano immediatamente mobilitati perché l’area non venisse ceduta per il sistema satellitare, l’allora Ministro della Difesa La Russa insistette perché il MUOS fosse destinato all’Italia: e per fare posto alla base statunitense è stata rasa al suolo la maggior parte dell’ultima sughereta nazionale del Mediterraneo, con un danno ambientale enorme già prima dell’inizio dell’edificazione delle installazioni.

Del caso di Niscemi, Zucchetti può parlare a ragion veduta: è stato lui uno degli ingegneri contattati dalla popolazione locale nel 2011 per avere un parere sul possibile impatto ambientale dell’impianto in costruzione. Ma sia il docente che i suoi colleghi non sono riusciti a reperire informazioni, dal momento che ogni ricerca in merito è stata protetta dal segreto militare.
Questo per spiegare quanto gli italiani siano completamente all’oscuro di quello che avviene nelle aree prestate agli Stati Uniti d’America: basti pensare al fatto che il nostro Paese ospita dodici basi di sottomarini militari a pochi passi dalle coste e dalle abitazioni civili. Se ci fosse un incidente con uno dei mezzi, i danni da radiazioni per gli abitanti della zona sarebbero più che ingenti.

E’ quindi il momento di comprendere, continua il Prof. Zucchetti, che finché l’Italia sarà nella Nato, continuerà a non avere la sovranità sul suo stesso suolo e soprattutto non si potrà sottrarre ad una politica bellica di attacco: questo spiega gli acquisti, “criminali” secondo l’ingegnere torinese, dei cacciabombardieri F35. Uscire dalla Nato significherebbe finalmente essere un Paese armato solo per difesa.

Il team di BreakNotizie