I migliori Paesi per trovare lavoro in Europa sono Estonia, Norvegia e Gran Bretagna; Italia solo 13esima

I migliori Paesi per trovare lavoro in Europa sono Estonia, Norvegia e Gran Bretagna; Italia solo 13esima

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Dove è più facile in questo momento cercare e trovare lavoro in Europa?

La risposta arriva da una classifica stilata dal Glassdoor Economic Research, che ha preso in esame la situazione attuale in 16 Paesi. Ed a sorpresa, nella classifica dell’importante istituto di ricerche, troviamo in testa l’Estonia, seguita dalla Norvegia e dalla Gran Bretagna. L’Italia invece si trova al 13esimo posto, seguita solamente da Portogallo, Spagna e Grecia. Inoltre nel nostro Paese tra le occupazioni lavorative, molte sono regolate da contratti part-time e da contratti a tempo determinato.

Nelle prime tre posizioni si trovano Stati abbastanza diversi tra di loro, ognuno con le sue caratteristiche: l’Estonia con la bellezza tutta baltica e rilassata della sua capitale, Tallinn; la Norvegia con l’efficienza, coniugata con il grande freddo, di Oslo, e la Gran Bretagna con il caos frenetico di Londra, compensato però dall’efficienza produttiva. Niente a che vedere con le caratteristiche italiane come la quiete della provincia e la bellezza delle innumerevoli città d’arte, ma quando si tratta di opportunità di lavoro i Paesi dove si hanno maggiori opportunità di trovarlo sono gli altri.

La prima in classifica, l’Estonia, è una nazione molto piccola, con un numero di abitanti che non arriva al milione e mezzo, e solo dal 1991 è divenuta indipendente dall’Unione Sovietica. La seconda, la Norvegia, deve la sua posizione principalmente al grande boom petrolifero degli ultimi decenni, al quale si aggiunge anche la presenza di altre risorse energetiche ed il grande lavoro fatto per quanto riguarda il progresso tecnologico, tanto che quando si parla della Norvegia si intende quasi una nuova “Silicon Valley”. La terza è la Gran Bretagna, Paese nel quale già in questo momento vivono e lavorano più di 500mila italiani, e nel quale si sta registrando un costante arrivo di nostri connazionali. Gli ultimi dati parlano infatti di circa 60mila italiani che tra il giugno di 2 anni fa e lo stesso mese del 2015, hanno richiesto il “National Insurance Number“, il “codice fiscale britannico”, che caratterizza l’inizio di un rapporto di lavoro in Gran Bretagna.

L’analisi condotta dall’istituto di ricerca si è basata su diversi parametri, tra i quali ci sono il tasso di disoccupazione, ma anche il part-time “involontario”, quello che viene imposto ai lavoratori dalle aziende, numero che in Italia è particolarmente alto. Nell’analisi di Glassdoor riveste molta importanza anche un altro dato, cioè la differenza fra il tasso di occupazione esistente “pre-crisi” e quello attuale. Grande importanza ha anche il livello di istruzione e la tendenza ad impartire alla manodopera una adeguata formazione professionale.

Le ultime posizioni della classifica dell’Istituto di ricerca sono occupate da Spagna e Grecia, due Paesi dove gli ultimi dati disponibili evidenziano un tasso di disoccupazione che si avvicina al 25%, e che aumenta fino a superare il 50% se si prende in esame solo la disoccupazione giovanile.
Un dato sul quale, purtroppo, c’è grande similitudine con l’Italia. Anche nel nostro Paese infatti, esiste una mancanza strutturale di lavoro per le giovani generazioni, con un tasso di disoccupazione che supera il 40%; un dato che rimarca la grande differenza con la Gran Bretagna, dove invece si ferma al 17%.

Secondo il responsabile di questa ricerca, Andrew Chamberlain, che ne ha parlato con “The Indipendent”, il prestigioso quotidiano britannico, molti problemi dei paesi che si trovano agli ultimi posti in classifica sono da collegarsi alla poca flessibilità del mercato del lavoro ed alla mancanza di riforme in questo settore.

 

Il team di BreakNotizie

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