I giganti sono realmente esistiti?

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Da sempre si sostiene che forse, nelle antiche storie e leggende che ci sono state tramandate, e che fanno parte del patrimonio di conoscenze di ogni popolazione mondiale, si cela una parte di verità. Magari, quello che con i secoli è stato trasformato in un racconto favoloso, che noi oggi intendiamo solo come il parto di fantasie molto accese, è la trasfigurazione di qualcosa che un tempo esisteva davvero. Ad esempio, i giganti.

Basti pensare alla favola di Pollicino, o a quella dei fagioli magici di Jack: i giganti fanno parte integrante del folklore popolare. L’ipotesi più accreditata è che si trattasse, con tutta probabilità, di persone affette da deformazioni fisiche, da una malattia che per l’appunto viene definita gigantismo. Ma se non fosse così? Se il gigantismo non fosse una malattia, ma in passato fosse una condizione usuale, almeno per una parte delle persone?

Ad avvalorare queste ipotesi è giunta una recente scoperta scientifica fatta in Ecuador. Un gruppo di ricercatori, guidato dall’antropologo britannico Russell Dement, durante una spedizione in una zona al confine tra Perù ed Ecuador, chiamata Shuar, ha ritrovato degli scheletri le cui ossa hanno dimensioni davvero anomale.

Dement e i suoi seguaci non erano lì per un caso: infatti, lo studioso aveva avuto notizia che proprio a Shuar, che si trova a 110 chilometri di distanza dalla città di Cuenca, nel 2013 erano stati rinvenuti dei resti umani presentanti delle caratteristiche curiose e peculiari. Subito l’antropologo si era recato sul posto, dove aveva potuto studiare quanto era stato ritrovato, vale a dire la cassa toracica e il cranio di una donna che all’incirca doveva esser vissuta 600 anni prima. L’ipotesi più probabile era che fosse morta annegata, uccisa da un’inondazione.

Lentamente, vennero alla luce anche altre parti dello scheletro della malcapitata, e alla fine risultò che essa doveva essere stata alta qualcosa come 2 metri e 23 centimetri. Questo ritrovamento spinse Dement a mettere su un’equipe di ricerca, e a chiedere aiuto ad un istituto tedesco, l’Università di Freie.

Il timore del ricercatore era di essere deriso, perché il gigantismo in genere viene considerato una malattia e niente più: ma studiando i resti della donna, e poi quelli di altri cinque soggetti che furono rinvenuti in seguito, Dement si è convinto che le loro non fossero malformazioni. Gli scheletri ritrovati sono in perfetta salute; uno appartiene ad un soggetto che quando morì doveva avere circa 60 anni. Molto raro che una persona malata di gigantismo possa arrivare ad un simile traguardo.

Adesso le ossa che Dement ha dissotterrato sono presso l’Università di Freie, dove verranno sottoposte ad una serie di test, tra i quali quello del DNA, i cui risultati dovrebbero essere resi noti tra un anno circa. Solo allora si potrà dire con maggiore certezza chi fossero questi giganti del passato: forse dei nostri progenitori, ma di certo non creature fantastiche uscite da un racconto.

Il team di BreakNotizie