I cristalli d’acqua di Masaru Emoto visti dall’occhio clinico della Semeiotica Biofisica Quantistica

I cristalli d’acqua di Masaru Emoto visti dall’occhio clinico della Semeiotica Biofisica Quantistica

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Intervista al dottor Sergio Stagnaro

Masaru Emoto ha lasciato questo mondo il 17 ottobre 2014 ma continua a vivere nelle sue suggestive fotografie dei cristalli d’acqua. Chi era Masaru Emoto? Era un ricercatore giapponese che a partire dagli anni novanta del secolo scorso condusse una serie di esperimenti osservando l’effetto fisico della parola, preghiera, musica e ambiente sulla struttura cristallina dell’acqua [1]. Emoto, con la collaborazione del suo team di ricercatori, usando il microscopio elettronico, si propose di scattare delle fotografie all’acqua dopo essere stata esposta a variabili diverse e successivamente congelata, in modo da formare sottili strutture cristalline.  Con queste micro-fotografie, Emoto  mostrava come la coscienza umana abbia un effetto reale e tangibile sulla struttura molecolare dell’acqua. Le ipotesi del ricercatore nipponico si evolsero nel corso degli anni della sua ricerca.  Osservando i suoi fotogrammi si può notare che l’acqua di alta qualità proveniente dalle fonti e sorgenti più pure ed incontaminate forma cristalli tanto belli quanto complessi e ramificati, mentre l’acqua di scarsa qualità ha difficoltà nel formare cristalli.

E’ interessante il fatto che un cristallo di ghiaccio di acqua distillata presenta una struttura di base esagonale priva di ramificazioni geometricamente complesse. Attraverso la preghiera, la musica od attaccando parole scritte ad un recipiente d’acqua, le forme dei cristalli si fanno via via più complesse, secondo ordini geometrici di grado superiore, analoghi a quelli visibili nella geometria frattale.

Rendiamo omaggio al ricercatore nipponico con l’aiuto del dr. Sergio Stagnaro che ci ricorda le strette correlazioni dimostrabili con un fonendoscopio tra gli esperimenti fotografici di Emoto e la produzione scientifica offerta dalla Semeiotica Biofisica Quantistica.

Dr. Stagnaro, in alcuni suoi manoscritti vengono citati di buon grado gli esperimenti di Masaru Emoto. Ci può spiegare che relazioni Lei può notare tra le fotografie fatte al microscopio elettronico delle strutture cristalline che si formano nell’acqua e le sue ricerche semeiotico-biofisico-quantistiche? 

Osserviamo una delle immagini di Emoto e ripensiamo a come egli prepara l’acqua, prima di refrigerarla e fotografarla.  Egli la espone preventivamente (ossia prima di refrigerarla) a delle informazioni, a delle onde che rappresentano fisicamente  musica, suoni, parole, preghiere, immagini.  Se l’acqua  non fosse in grado di conservare l’informazione ricevuta, non dovremmo e potremmo notare alcuna differenza tra le strutture cristalline di una qualsiasi acqua distillata non esposta ad alcuna sorgente d’informazione e quella invece preventivamente “informata”. Ed invece non è così: le differenze ci sono, eccome ci sono!

Emoto mostra che l’acqua è capace di ricevere e memorizzare  informazione.  Queste sue notevoli caratteristiche, a cui dobbiamo aggiungere la sua straordinaria peculiarità di trasmettere l’informazione conservata, sono messe in evidenza dagli esperimenti condotti mediante l’ausilio della Semeiotica Biofisica Quantistica, che corrobora clinicamente e sperimentalmente l’esistenza, anzi il principio, della memoria-informazione dell’acqua [2]. Questo risultato clinico ha favorito ulteriori esperimenti [3] che hanno evidenziato  la possibilità di trattare in modo efficace, per esempio, la Sindrome da Stanchezza Cronica [4, 5] sfruttando la proprietà dell’acqua di ricevere, memorizzare e infine trasmettere informazione qualitativamente significativa per scopi terapeutici.

Inoltre, la memoria-informazione dell’acqua è stata sfruttata utilizzando acqua energizzata da un dispositivo quantistico (il Cem-Tech, ora Ak-Tom) in grado di catturare le radiazioni di sostanze terapeutiche (per esempio, prodotti fitoterapici, omeopatici, farmaci)  per poi ritrasmetterle all’acqua, aprendo nuove prospettive nell’uso di prodotti terapeutici [6], limitandone i dosaggi e gli effetti secondari con i medesimi risultati curativi.  Sono molteplici le conseguenze del principio della memoria informazione dell’acqua: ad esempio, sempre con l’AK-tom si possono catturare le radiazioni di secrezioni corporee (es. saliva, muco bronchiale e intestinale, urina) in condizioni patologiche per poi trasferirle all’acqua ed usarla per scopi terapeutici [7].  Al fine di dimostrare la memoria-informazione dell’acqua segnalo inoltre il mio esperimento che corrobora l’efficacia della musicoterapia (Lullaby experiment) [8, 9], l’esperimento delle due preghiere 10, 11] che sancisce l’importanza della preghiera del cuore e comunitaria, ed  il ruolo chiave della valutazione SBQ dei glicocalici  [12].

Nelle fotografie di Emoto possiamo notare che le strutture cristalline dell’acqua sono sensibili anche alla qualità dell’informazione ricevuta. Ad esempio, l’acqua esposta a musica classica di qualità mostra strutture molto più belle e raffinate di quelle di acqua esposta a musica di più basso livello. Cosa ha da dire la Semeiotica Biofisica Quantistica riguardo alla quantità e qualità dell’informazione ricevuta?

Emoto conduce esperimenti esponendo l’acqua a diversi tipi di musica e di preghiera. E’ significativo il suo esperimento di preghiera collettiva davanti ad un lago, fotografandone i cristalli d’acqua sia prima che dopo l’orazione.  Io ho condotto i miei esperimenti clinici sia con la musica, che con la preghiera, distinguendo la preghiera meccanica dalla preghiera d’amore, fatta cioè col cuore. Quest’ultima mostra una sicura efficacia benefica sia locale che simultaneamente non-locale, anche a distanze di migliaia di chilometri tra orante e beneficiario dell’orazione, che io osservo a livello microcircolatorio specie nell’amigdala e nelle circonvoluzioni limbiche. La preghiera meccanica invece non produce alcun effetto, né locale, né non-locale, nell’unità microvascolotessutale osservata.  A questo punto, bisogna ricordare la Teoria della Angiobiopatia che correla il modo di essere e funzionare del parenchima con quello dei relativi microvasi, attraverso la cui valutazione si ottengono informazioni sul parenchima correlato [13].

In un suo recente articolo [14] Lei dice che ogni cosa crea informazione.  Ogni cosa (pensiero, parola, preghiera, foto, immagine, persona, albero, nuvola, organo del nostro corpo, respiro, pianeta) emette vibrazioni, radiazioni, onde d’informazione, campi di informazione biologici (o non biologici) veicolati da campi elettromagnetici deboli. I cristalli d’acqua di Emoto sono un riflesso frattale dei campi di informazione. Ci può spiegare più in dettaglio questa relazione tra i cristalli d’acqua, i frattali ed i campi d’informazione?

I miei primi lavori che evidenziano la presenza di caos deterministico e geometrie frattali nei sistemi biologici e nelle loro dinamiche risalgono agli anni ottanta del secolo scorso [15]. La SBQ ha recentemente corroborato il Principio di Ricorsività della Funzione del Genoma Frattalico del genetista Andras Pellionisz [16], e numerosi lavori, scritti in collaborazione con miei ottimi Co-Autori-Discepoli,  mostrano l’importanza dei frattali in biologia [17 – 20]. Noto con piacere che alcuni scienziati nella fisica e nelle altre scienze hanno recentemente seguito le vie che ho pionieristicamente inaugurato, primo al mondo, più di trent’anni fa, esplorando le strutture e le dinamiche non-lineari del microcircolo –  si pensi ad esempio alle ricerche fatte da Del Giudice sui domini di coerenza [21] e sulla struttura frattale dei segnali elettromagnetici presenti nelle strutture acquose della materia vivente [22].

Con alcuni scienziati ho intrattenuto piacevoli e feconde comunicazioni, ma il dialogo tra ricercatori provenienti da campi diversi della scienza resta difficoltoso.  Mi auguro che in futuro cresca e migliori l’interazione tra ricercatori che remano nella stessa direzione: continuare a guardare solo al proprio orticello non favorisce certo il progresso scientifico che esige, oggi più che mai, un approccio transdisciplinare nell’interesse comune, nella visione di una Scienza unitaria. La SBQ può favorire e stimolare questo auspicato progresso a 360° grazie al suo metodo scientifico oggettivo, che, per sua natura,  è un singolare, efficace, raffinato metodo per corroborare la bontà di ogni teoria ed approccio scientifico, specie se correlato con le dinamiche non-lineari dei sistemi biologici, il caos deterministico, le geometrie frattali e le loro proprietà, la non-località, la biofisica e l’entanglement quantistico [23].

Metaforicamente si può dire che le foto Emoto evidenziano quanto io osservo con l’aiuto della Microangiologia clinica: in biologia esistono equilibri non-lineari superiori di tipo caotico deterministico che possiamo rappresentare nello spazio delle fasi con degli attrattori strani (strange attractors),  geometricamente raffiguranti delle strutture frattali tanto complesse quanto belle ed armoniche che identificano il comportamento fisiologico delle dinamiche di sistemi biologici sani,  mentre quanto più questa bellezza frattale degrada e va spegnendosi, tanto più i sistemi biologi osservati procedono verso gli stadi pre-clinici delle più gravi patologie degenerative di natura mitocondriale, come cancro, diabete mellito tipo 2, infarto miocardico acuto, Alzheimer, Parkinson, SLA, e la loro stessa insorgenza.

Emoto ci mostra, per analogia, l’immagine di tutto questo: quanto più l’acqua è esposta ad informazioni deleterie e degradanti, negative, tanto più la complessità e frattalità delle strutture cristalline diminuisce. Al contrario,  tanto più l’acqua è esposta ad informazioni  benefiche, positive, in sintonia con la natura, come una parola d’amore o di ringraziamento, l’immagine di un bel paesaggio, la nona sinfonia di Behetoven o una preghiera detta con il cuore, tanto più la struttura cristallina frattalica diventa bella, affascinante ed armonica.  Le immagini di Emoto sono icone, “correlati oggettivi”,  dei successi della prevenzione primaria e pre-primaria SBQ, ed in particolare delle ultime scoperte fatte con l’aiuto dell’originale semeiotica fisica, riguardanti la ristrutturazione genetica, realizzata con la blue therapy [24].

E qual è la relazione tra frattali e campi di informazione? Che cosa sono i campi di informazione in biologia? 

L’informazione che fotografa Emoto nell’acqua, che è poi analoga a quella che si osserva con un fonendoscopio nei sistemi biologici degli esseri viventi,quest’informazione creata, in-formazione – quindi in continuo movimento – crea continuamente nuove forme.  E’ Energia-Informazione che gradatamente prende forma come materia.  Essa è potenzialmente presente, localmente e non-localmente, ovunque, nei campi di informazione, nella forma dei campi d’informazione, perché essi stessi hanno forma, realtà tangibile, seppure sottilissima,  struttura, ordine, geometria.  Cosa sono i campi di informazione in biologia? Lo spiego in un recente articolo [25] in cui narro questa mia ultima scoperta. Si tratta di campi (come quelli nella figura), così come pensati già da David Bohm mentre spiegava le caratteristiche del potenziale quantico [26-29], che hanno una precisa struttura, fisiologicamente frattalica, e dimensione variabile, campi di informazione veicolati da campi elettromagnetici deboli.

 

 

Immagine

I campi d’informazione biologici (CIB) veicolati dai campi elettromagnetici deboli (CEM) hanno struttura frattalica e pulsano continuamente.

 

I cristalli d’acqua di Masaru Emoto paiono attrattori caotici, o meglio attrattori strani, se in armonia con il creato e la natura. I campi di informazione sono attrattori caotici se sono in armonia con la natura, o in biologia, se sono fisiologici. Questi campi d’informazione/attrattori caotici interagiscono l’un l’altro, localmente/non-localmente, si adattano, sono sensibili (c’è dipendenza sensibile alle condizioni iniziali secondo il caos deterministico), flessibili, adattativi; essi ricevono, processano e trasmettono informazioni, campi, strutture l’un l’altro. C’è un’influenza mutua e reciproca di ogni ente con ogni altro, veicolata dai campi elettromagnetici deboli, sia a livello locale che non locale. Noi ad esempio, come esseri umani siamo dei grandi campi d’informazione.

Che succede invece se i cristalli d’acqua non si formano? Che succede se l’acqua non è esposta ad informazione fisiologica o è intrisa di informazione contro-natura?

Nei cristalli fotografati da Emoto assistiamo ad una perdita di struttura, di complessità, di armonia, di bellezza, mentre analogamente in medicina, specialmente nel microcircolo, si osserva  bed-side una graduale perdita di funzionalità e struttura – due facce della stessa medaglia – a dimostrazione che si sta andando lentamente verso la patologia, a meno che non sia già insorta, benché asintomatica e silente.

Ci sono scienziati scettici sugli esperimenti di Emoto, perché pare che nessuno riesca a replicarli in laboratorio. Come se lo spiega?

La risposta sta nella bio-compatibilità o bio-incompatibilità informativa.  Ogni cosa è Uno, ma ogni cosa (bella ed in armonia con la natura) è anche viva e creativa di per sé: l’albero, le montagne, l’uomo, un qualsiasi bel pensiero, una preghiera silenziosa [10, 11], un gesto d’amore. Ciascuno di noi, in questo senso, è un essere creatore.  Ogni ente crea nuovi campi di informazione armonici, ossia in armonia con la natura, di tipo caotico deterministico: nuovi attrattori caotici i cui riflessi sono i meravigliosi disegni frattali, o se vogliamo ancora i cristalli geometrici così belli ed affascinanti di Emoto, che non sono altro che frattali, riflessi di attrattori caotici, raffigurazioni delle strutture dissipative lontane dall’equilibrio, scoperte da Prigogine [30-32].

Dall’altra parte, purtroppo, esistono anche campi d’informazione “lontano” dal normale: si pensi ad esempio ai campi la cui geometria, la cui struttura sono cicli limite o punti fissi. Possiamo chiamarli campi d’informazione patologici in biologia, mentre in altri ambiti (ad esempio, se provenienti da emozioni o pensieri non belli di alcune persone) si possono tranquillamente considerare come campi distruttivi, causa di squilibri, divisioni, distruzioni, infelicità, morte (ad esempio, ogni azione fatta senz’amore, senza passione, meccanica, superficiale, indifferente, egoista, che divide ed offende). Questi campi chiaramente interagiscono con i campi di informazione creativi visti sopra. Esiste questa forza creatrice nell’universo: si pensi ad esempio a coloro che parlano o fanno ascoltare musica alle piante, le quali conseguentemente mostrano progressi incredibili rispetto a condizioni normali.  Masaru Emoto fotografa un campo d’informazione reso attualità dall’acqua, ossia che da attrattore caotico (campo d’informazione veicolato dal potenziale quantico) ha una sua controfigura, un suo codominio, un suo riflesso frattalico nel bellissimo, geometrico ed armonico cristallo d’acquaesagonale originato. Nella foto di un cristallo d’acqua ci sono i riflessi di tre interazioni di campi d’informazione: quella del campo d’informazione proprio dell’acqua (penso agli esagoni), quella del campo d’informazione dell’informazione ricevuta (suono, parola, foto), e quello del campo d’informazione  dell’osservatore che fotografa col microscopio. Infatti, non tutti gli osservatori riescono a fotografare i cristalli: a volte un ricercatore del team nipponico deve provarci per mesi e mesi prima di riuscire nell’intento. Se non c’è empatia, se c’è scetticismo verso le foto di cristalli d’acqua “informati”, già in partenza il ricercatore che non ha fiducia, e malgrado questo tenta di replicare le foto fatte da Emoto, mai ci riuscirà, proprio perché il suo campo di informazione, il campo d’informazione dell’osservatore non è in armonia, non è bio-compatibile con quello proprio dell’acqua e con quello ad esempio della musica da essa ricevuta: interagendo con essi ha un effetto deleterio e distruttivo. In questo modo si spiega il fallimento di tutti gli scettici che cercano di replicare Emoto.

 

Fonte: http://risvegliodiunadea.altervista.org/

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