I bambini e la televisione: possono guardarla senza controllo?

I bambini e la televisione: possono guardarla senza controllo?

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I palinsesti televisivi, nonostante esistano normative molto precise in tal merito, spesso non si curano della possibile presenza di bambini davanti allo schermo.

Inutile negarcelo: per moltissimi genitori la televisione è diventata la baby sitter per eccellenza dei propri ragazzi e bambini. Anche se il sempre maggiore diffondersi di dispositivi tecnologici come smartphone e tablet sta lentamente corrodendo la supremazia della tv, ancora oggi i più giovani passano moltissimo tempo davanti allo schermo. Molti genitori credono di poter stare tranquilli, visto che ci sono leggi che istituiscono le cosiddette fasce protette, all’interno delle quali non vengono trasmesse immagini che possano nuocere ad un immaginario infantile. Purtroppo però tali leggi vengono spesso eluse praticamente da tutte le emittenti.

L’ente che si preoccupa di tutelare il benessere dei ragazzi in rapporto alla fruizione televisiva è il Comitato Media e Minori che si batte affinché ci sia un più attento controllo del rispetto delle norme. Il Comitato, nella persona del suo presidente, Maurizio Mensi, in questo momento lamenta invece un enorme lassismo che ha portato negli ultimi anni al proliferare di programmi e trasmissioni assolutamente non adatti ad un pubblico minorenne, mandati però in onda negli orari in cui è più probabile che un ragazzo si trovi davanti alla tv.

Analizzando i dati raccolti dal comitato si può notare che praticamente nessuna rete presente nell’offerta televisiva italiana si possa definire assolutamente rispettosa della tutela dei minori. Anche programmi assolutamente insospettabili contengono immagini che possono turbare la psiche dei ragazzi: basti pensare ai telegiornali, che spesso mandano in onda servizi in cui si mostrano scene di violenza che sarebbe bene invece non rendere pubbliche, specie a certi orari. Anche i programmi di intrattenimento, come ad esempio Uno Mattina su Rai Uno e Verissimo su Canale Cinque, si sono resi colpevoli di aver trattato storie scabrose (bambini rapiti, cambio di sesso) in fascia pomeridiana, dunque protetta.

Anche se queste reti hanno firmato il codice di autoregolamentazione del Comitato, possono comunque eluderlo grazie ad una legge voluta dal Governo Monti, che introduce il parental control. Si tratta di un dispositivo presente sugli apparecchi televisivi che dovrebbe garantire un blocco su certi programmi. Il parental control però deve essere impostato dai genitori, che spesso non sanno come fare, non sono adeguatamente informati, o semplicemente possiedono un tv color privo di questo optional. Per quel che concerne le reti satellitari Sky (gruppo a cui appartiene anche il canale in chiaro Cielo), non hanno aderito al codice.

I membri del Comitato Media e Minori chiedono dunque che il loro compito venga in qualche modo sostenuto anche dalle istituzioni, visto che negli ultimi tre anni hanno potuto accertare solo un numero minimo delle violazioni al codice che erano state rilevate. Tutelare i più giovani è un obbligo della società civile, perché essi saranno i cittadini del futuro e, volenti o nolenti, gran parte della loro formazione passa attraverso quello che vedono in televisione.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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