Lavoro, Inps: “Nel primo semestre 4 assunzioni su 10 con contratti stabili”

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Arrivano notizie positive per il mondo del lavoro.

I numeri che l’Inps ha evidenziato nell’osservatorio mensile sul precariato dicono che nei primi sei mesi del 2015 si è avuto un saldo positivo tra i nuovi contratti di lavoro ed i rapporti chiusi, pari a 638.240 unità, in netta salita rispetto ai numeri degli stessi mesi dello scorso anno, che erano pari a 393.658. Anche le assunzioni a tempo indeterminato sono salite, con un incremento di 252.177 contratti stipulati. Naturalmente questi dati non corrispondono interamente a nuovi assunti, perché ci sono anche casi in cui lo stesso lavoratore ha goduto di più di 1 contratto, ma il trend positivo è innegabile. Con questo numero di assunzioni a tempo indeterminato, questo tipo di contratto passa dal 33,6% al 40,8% del totale. I dati diffusi dall’Inps sono relativi solo alle aziende private.

Questi dati hanno fatto affermare al presidente del Consiglio, Renzi, che il Jobs Act sta funzionando e che soprattutto la sua generazione non deve perdere questa nuova opportunità, che sembra in grado di battere il precariato dei lavoratori. Come detto, i dati diffusi devono essere visti con molta attenzione, proprio per la possibilità che alcune persone siano state titolari di diversi lavori a tempo determinato e che pertanto a questi numeri non corrispondono in assoluto altrettanti nuovi lavoratori impiegati. Questa differenza di conteggio dei numeri riesce anche a spiegare perché, di fronte a numeri positivi, quelli che invece vengono diffusi riguardo alla disoccupazione, parlano in modo diverso, con un leggero aumento dell’indice. Di questa discordanza ha parlato nei giorni scorsi in una intervista anche Giorgio Alleva, presidente dell’Istat, il quale ha “stigmatizzato” il fatto che i numeri vengano diffusi in maniera abbastanza caotica, sottolineando che quelli che vengono forniti sia dall’Inps che dal ministero del Lavoro, siano dati amministrativi e non frutto di statistiche.

Sempre lo stesso direttore dell’Istat ha comunicato che si sta studiando la possibilità di integrare tutte le informazioni disponibili in modo da poter effettuare una diffusione di dati su base trimestrale che rappresenti una “informazione congiunta sul lavoro”, oltre che un rapporto annuale, sempre congiunto. Per quanto riguarda le assunzioni a tempo indeterminato, l’Inps ha comunicato che nel primo semestre di quest’anno hanno raggiunto quota 952.259, aumentando del 36% rispetto all’anno precedente, mentre le cessazioni di questo tipo di rapporto di lavoro, pur aumentando anch’esse, dell’1,9%, si sono fermate a quota 816.090. Per quanto riguarda invece i contratti a termine, sempre nei primi 6 mesi del 2015 si è avuta una sostanziale stabilità rispetto allo scorso anno. In dettaglio l’aumento di assunzioni a tempo indeterminato, sempre nel raffronto tra il 2015 ed il 2014, è molto superiore alla media nazionale in diverse regioni, quali il Friuli-Venezia Giulia, che ha fatto registrare un +82,9%, in Umbria, con il +67,0%, nelle Marche con il dato del +55,5%, ed in Trentino-Alto-Adige con il +54,3%. Positive anche l’Emilia-Romagna ed il Piemonte, entrambe di poco superiori al 50%, e tra il 40 ed il 50% altre regioni come Liguria, Veneto, Lombardia, Lazio e Sardegna.

In attivo, ma in basso nella classifica, le regioni del sud Italia con la Sicilia che ha fatto registrare un aumento del 12,1% e la Puglia del 18,8%. Un altro dato reso noto dall’Inps è quello relativo alla vendita dei “voucher” con i quali si esegue il pagamento dei lavori “accessori”, che ha fatto registrare una cifra vicina ai 50 milioni, con un incremento rispetto allo scorso anno che ha toccato il 74,7%, con le regioni meridionali che hanno fatto registrare l’85,3% e quelle insulari il 95,2%. Su questo argomento si è recentemente espresso proprio il presidente di Inps, Tito Boeri, dicendo che questo tipo di buoni possono divenire “la nuova frontiera del precariato”.

Il team di BreakNotizie